Chapter 46 - Episodio 45
"Olivia, a differenza sua, però, stava mettendo tutto il suo coraggio in quello scambio di battute. «Questo pomeriggio, potremmo uscire a bere qualcosa, magari ti svaghi un po’ e non… beh…»"
11 months ago
Sarebbe stato impossibile non rendersi conto del crollo emotivo in cui versava Luca dopo aver ricevuto il messaggio di Flavia in cui le comunicava la sua intenzione di non voler più essere la sua ragazza. Di fronte ad Alessio e a Giada, sembrava impazzito mentre cercava di rispondere, scoprendo che lei lo aveva bloccato su ogni programma di messaggistica istantanea e social network; di fronte ai suoi amici si era messo a piangere, cosa che non aveva mai fatto prima, gettando nello sconforto anche loro. Alessio aveva cercato di sostenerlo a parole, mentre Giada aveva agito molto più fisicamente, facendolo sedere accanto a lei sulla panchina e abbracciandolo, ma lo stesso Luca si rendeva conto che, mentre era tra le braccia di una delle ragazze più belle che conosceva, si sentiva anche peggio.
Nonostante quanto avesse promesso Alessio, nei giorni successivi l’umore del ragazzo non era migliorato affatto, e il pensiero di Flavia non abbandonava la sua mente in nessun istante, nemmeno per errore. Poi, seduti sul loro muretto del piazzale della scuola, mentre Alessio cercava di distrarlo facendolo parlare di fotografia e delle tecniche che stava sperimentando, proprio il soggetto delle sue pene attraversò la folla di studenti. Subito, Luca balzò in piedi.
«Devo andare a parlarle!» dichiarò, ma non ebbe modo di fare un passo intero che due mani lo afferrarono.
«No!» ingiunse Alessio, perentorio. Quando l’amico lo guardò sconcertato, il suo atteggiamento autoritario si tramutò in uno più conciliante. «Voglio dire: meglio se non vai. Se… se ti presenti da lei, implorandola di rimettersi con te, sembrerai un debole, uno che non ha le palle per sopravvivere senza di lei. È una cosa che le donne non sopportano».
Luca tentennò, pronto a rispondere che a lui quelle sciocchezze non importavano, che per lui era differente, che… poi il pensiero di Flavia, una Flavia più giovane di due anni, che diceva ad un Luca più giovane di due anni, dopo che era andato a dichiararsi a lei, che era uno sfigato, apparve nella sua mente come il flash a tradimento di una fotocamera, e lui scoprì di non avere più nemmeno una briciola di tutta la sua convinzione.
«Hai ragione,» commentò, mogio, tornando a sedersi. Non ebbe però la forza di smettere di seguire la ragazza rossa con cui aveva condiviso il piacere del sesso e la gioia dell’intimità per quattro lunghe, magiche, indimenticabili settimane. Un groppo si formò nella sua gola e solo uno sforzo gli impedì di mettersi a piangere o guaire come un cane bastonato.
«Sai cosa risolve i problemi con i soldi o le donne, mi diceva spesso mio zio?» domandò Alessio. «Averne di più».
Luca ebbe l’impressione che fosse una frase abbastanza priva di senso. «Più donne o più soldi?»
Alessio fu palesemente colto dal dubbio. «Eh… credo che… beh, se hai problemi di soldi diventi più ricco, se hai problemi con le donne… credo che diventi un playboy: ti fai una specie di harem e la tipa che ti ha lasciato si mangia le mani per il suo errore. O scopi talmente tanto che ti passa di mente il suo nome».
«Dici?»
Alessio alzò le spalle. «Non lo so. Proviamoci».
Luca sollevò un sopracciglio. «Più facile a dirsi che a farsi…» commentò sottovoce. «Io penso…»
Una voce femminile fermò le sue parole. «Ehm… Luca… sono… sono molto dispiaciuta che Flavia abbia fatto la follia di lasciarti».
Il ragazzo volse la testa verso la direzione da cui proveniva la voce, trovandosi davanti Olivia. Ebbe bisogno di un istante per accorgersi che la sorpresa era affiorata sul suo volto e stava iniziando a fare effetto su di lei.
«Oh, grazie, Olivia…»
Per un attimo si vide in lei, anni prima, riconoscendo nella ragazza la stessa insicurezza che opprimeva lui quando aveva provato a parlare con Flavia. Per un istante si domandò che effetto avrebbe fatto dare della sfigata a Olivia, ma il solo pensiero lo fece atterrire, sentire un mostro: la timidezza di Olivia, tuttalpiù, gli stava facendo affiorare una sensazione strana, una specie di malessere che, ebbe l’impressione, solo stringerla tra le sue braccia, accarezzarle i capelli castani e sussurrarle che nessuno le avrebbe fatto del male poteva estinguere.
Avrebbe voluto dirle qualcosa per rasserenarla, ma volle prendersi un istante in più per studiarla. Non era una delle ragazze più belle che avesse mai visto, ma aveva un qualcosa che… Luca non sapeva descriverlo: non era nei suoi canoni di perfezione come poteva esserlo Flavia, ma trovava comunque il viso di Olivia piacevole, interessante. E poi, dava l’impressione di essere una ragazza con la testa sulle spalle, invece di quella pletora di ragazzette che cercavano il successo nei social senza fare nulla di più di qualche video imbarazzante, più adatto a siti per adulti. Per un istante si chiese come fosse nuda e si comportasse a letto, ma l’idea gli parve tanto stupida e inutile che la scacciò dalla mente. In realtà, l’immagine di loro due sdraiati su un plaid, in un prato, che guardavano le nuvole distrattamente e la ragazza che confidava con lui i suoi sogni e i suoi desideri gli diede un senso di tranquillità che non provava da giorni.
Olivia, a differenza sua, però, stava mettendo tutto il suo coraggio in quello scambio di battute. «Questo pomeriggio, potremmo uscire a bere qualcosa, magari ti svaghi un po’ e non… beh…»
“Ci sta provando con me?”, si domandò Luca, trattenendo a stento un sorriso che si faceva strada a spintoni nella tristezza che aveva assediato il suo cuore. “Oh… è così dolce…”
Giada, comparsa chissà da dove, sembrò piombare tra loro due. Ritta, il petto in fuori oltre ogni modo, parve voler scacciare Olivia con il suo grosso seno. La moretta sussultò quando la bionda le si parò davanti, stringendo poi Luca per un braccio, nemmeno avesse paura che la ragazza fosse una sirena e volesse trascinarlo in fondo al mare con il suo canto.
«Luca ha già degli impegni,» disse Giada, un seno che si appiattiva contro il fianco del ragazzo.
«Davvero?» domandò Olivia.
«Davvero?» domandò Luca, a sua volta.
Giada si voltò verso il suo fidanzato, sorridendo. «Avevamo deciso di portarlo con noi alla festa di sabato per farlo divertire, giusto?»
«Davvero?» chiese Alessio, accigliato. «Non ric—»
Il volto della ragazza divenne quello di un’arpia quando ribatté che lui era sempre distratto e non le dava mai ascolto.
«Ah, su questo ti do solo ragione,» concordò Alessio, alzando una mano come a far comprendere alla sua fidanzata che aveva sprecato fiato per delle ovvietà.
Giada si girò verso la sua nemica, assumendo un’espressione che doveva essere, nelle intenzioni della ragazza, quella di un sorriso ma che dava l’impressione di essere solo il mascheramento di un’emozione ben più perfida. «Quindi puoi anche andare, Olivia».
La ragazza fu sul punto di replicare, ma rimase a bocca aperta per un istante, poi, a spalle basse, se ne andò.
Luca fece per dire qualcosa, ma non riuscì, per l’ennesima volta, a precedere Giada, che disse: «Ti troveremo una ragazza alla festa, stai tranquillo,» e questa volta il sorriso fu, sì, più sincero, ma ugualmente al ragazzo sembrò che vi fosse nascosto dietro qualcosa di poco piacevole.
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