High Utility

Chapter 47 - Episodio 46

"«Non capisco come faccia,» commentò Jennifer, guardando il seno di Giada con un’intensità che fece sentire a disagio la ragazza, «io mi fionderei su quelle bocce e…»"

WK
William Kasanova

11 months ago

50 views1,358 words

Luca non sbagliava nel credere che dietro al sorriso di Giada si nascondesse qualcosa, e questi erano la soddisfazione di aver avuto l’idea geniale di approfittare della festa per provarci con lui e, al contempo, la nera consapevolezza di non avere la minima idea di come sfruttarla. Il dubbio era cresciuto sempre più durante i minuti che aveva passato con Luca e Alessio, principalmente per assicurarsi che quella cagasotto di Olivia si levasse dai piedi e non trovasse di nuovo il coraggio di insidiare il ragazzo che le piaceva, ed era diventato un macigno quando i due amici avevano abbandonato il piazzale, diretti a casa, lasciandola da sola.

Giada, in quel momento, si era accorta di non sapere dove battere la testa, e, con dolore, aveva compreso che aveva bisogno delle sue amiche, nonostante si fidasse poco di loro: ultimamente, sembrava si fossero coalizzate contro di lei, probabilmente a causa della sua bellezza, o per il fatto di aver acquistato un NFT che stava crescendo di valore e che sarebbe stato un grande aiuto economico negli anni a seguire. Fu tentata di non andare da loro, ma notò che erano ancora lì, nel piazzale, a chiacchierare di qualche argomento idiota. Volle considerarlo una sorta di segno del destino.

Quando le raggiunse, la salutarono e le chiesero cosa le fosse accaduto per avere quell’espressione. In poche parole, Giada illustrò loro la situazione.

«Quindi hai deciso, alla fine!» disse Jennifer, «A momenti pensavo che te lo saresti fatto soffiare di nuovo anche da quella sfigata del classico».

«Da quello che ho sentito dire su come scopa,» ribatté Alice, sogghignando, «un pensierino su Luca me lo stavo facendo pure io. Magari prima me lo faccio, poi ti dico se ne vale la pena».

«Sì, così te lo lascia se è scarso,» provò a indovinare Sofia, con una smorfia.

Giada non aveva tempo per quelle cazzate. «Io ho bisogno di un piano per poterlo sedurre alla festa».

«Alla festa sarà pieno di figa,» commentò Valeria, «e come lo sappiamo noi, lo sa chiunque che il tuo amore segreto è tornato disponibile sulla piazza, e che, depresso com’è, sarebbe disposto a farsi qualsiasi zoccola che aprisse le gambe per distrarsi un attimo».

«E considera che la voce di come scopa è sulla bocca di tutte, qui attorno,» le ricordò Alice, un sorriso che appariva fugace sulle sue labbra, «quindi non saresti l’unica a provarci con lui».

«Già, dovrai allontanarlo dalla folla se vuoi lavorartelo da sola,» spiegò Jennifer. «Oltre a dargliela, ovviamente».

«Ovviamente…» le fece eco Giada con una voce che sembrava più un ringhio.

«Sono sicura che, se non ti ha mai scopata fino ad ora,» sottolineò Alice, «non lo farà nemmeno questa volta, se ti limiti a fargli vedere quelle poppe, annusare un po’ di profumo di passera, e basta».

«Non capisco come faccia,» commentò Jennifer, guardando il seno di Giada con un’intensità che fece sentire a disagio la ragazza, «io mi fionderei su quelle bocce e…»

«Mentre state qui a sgrillettarvi con il pensiero dei meloni di Giada,» le richiamò all’ordine Sofia, che sembrava improvvisamente la più consapevole della realtà, «non prendete in considerazione della cosa più importante». Lo sguardo, in parte interrogativo, in parte rabbioso, delle altre ragazze, la spinse a spiegarsi: «Alessio, branco di ochette». Se è presente, non credo che Luca si scoperebbe la nostra principessina nemmeno se si mettesse a gambe aperte davanti al nostro eroe e iniziasse a menarsela fino a venire. Loro due sono amici, e, per qualche tara mentale maschile, uno non si fotte la ragazza del suo amico.

Nonostante tutto, le altre non poterono evitare di darle ragione. «E cosa dici di fare?» chiese Giada, sentendosi strana per chiedere consiglio a quella stronzetta invidiosa.

«Dividerli?» domandò, palesemente retorica, allargando le braccia. «Mentre tu conduci Luca in un posto solitario, un’altra intrattiene Alessio, così che hai tutta la tranquillità che ti serve».

«E cosa ti fa credere che funzionerebbe?» chiese Alice. «Sembrerebbe che tu sappia già tutto quello che c’è da fare. Un piano collaudato».

«E lo è. Mia cugina, l’anno scorso, ha fatto qualcosa di simile: stava con Michele, ma le piaceva un altro, mi pare si chiami Giacomo; allora si è messa d’accordo con Flavia, ha distratto Michele scopandolo e, sul più bello, si sono fatti scoprire: mia cugina ha lasciato Michele e si è messa con Giacomo,» spiegò la ragazza.

Lo sguardo di Giada si fece improvvisamente indagatore. «Quale “Flavia”?»

Sofia rise. «Ah, indovina quale. Diciamo che la fama di zoccola della ex del tuo amore è nata anche da come ne ha parlato Michele dopo che mia cugina l’ha lasciato».

Giada non disse nulla, ma l’idea di sfruttare proprio un piano usato da quella puttana per prendersi il suo ex la intrigò più di quanto volesse ammettere.

Le sopracciglia di Jennifer si sollevarono in due punti interrogativi. «Ok, ma chi coprirebbe il ruolo della distrattrice? Voglio dire, nessuna di noi vuole apparire come quella che si scopa il ragazzo di Giada per… beh…»

La ragazza ebbe l’impressione che l’amica, se così poteva definirla, fosse più disgustata di fare sesso con Alessio che apparire come quella che dava una mano a lei. O forse era il contrario? Ecco che il piano saltava già al primo problema…

Sofia chiuse le braccia, puntando le mani contro sé stessa.

«Tu?» domandarono quasi in coro le altre, sorprese.

«Esatto. Voi sembrate essere disgustate dall’idea di scoparvi Alessio, quando la metà di voi punta a qualche ragazzo con il fisico di un attore hollywoodiano che non vi cagherebbe nemmeno di striscio e l’altra metà si farebbe montare pure da un sacco della spazzatura se vi pagasse il sushi,» rispose Sofia, senza nascondere la soddisfazione di poter esprimere la sua opinione riguardo alle ragazze che frequentava. «Io questi problemi non me li faccio. Alessio mi piace? Non più e non meno di tanti altri. Non è figo come Luca, ma è abbastanza stronzo da mettere una ragazza» e sembrò non riuscire a trattenere uno sguardo verso Giada, «al suo posto, non sotto i piedi ma nemmeno su un piedistallo. Su questo aspetto, è forse uno dei pochi che vale la pena frequentare in questa scuola. E poi, non lo faccio per il sesso, o l’emozione di fare qualcosa che sembra uscito da un film, o perché voglio aiutare Giada». E questa volta fissò volutamente la ragazza che voleva aiutare. «Lo faccio per avere un ritorno economico».

Giada la guardò a sua volta stupita. Farsi pagare? Ma da quando lei doveva pagare qualcuno per un favore? Alessio era uno stronzo, la palpava e, sì, non l’aveva mia messa su un piedistallo, ma non le aveva mai chiesto di pagare nulla, sebbene si rifiutasse di offrirle più del minimo indispensabile quando erano in un bar.

«E quanto vorresti?» domandò, sprezzante.

«Il tuo NFT,» rispose Sofia, con un sorriso che non aveva nulla di cordiale.

Sul viso di Giada non comparve nessun sorriso; anzi, la sua espressione divenne dura, così come la sua risposta: «No. E non sai nulla di NFT, Sofia! Finiscila con questa storia!»

Il sorriso che non aveva nulla di cordiale divenne di puro scherno. «E pensi di sapere tutto te? Mi sono guardata anch’io un paio di video su YouTube in materia, e mi sono anche fatta un uollet,» aggiunse, lasciando intendere che si fosse preparata proprio per un’occasione simile e, per dimostrarlo, cavò di tasca il Samsung, lo sbloccò velocemente digitando il codice e poi lo girò, ponendo lo schermo rigato a favore della bionda.

Giada osservò la schermata bianca con il muso di una volpe che sembrava fatta di cartapesta per un tempo che parve eterno e che tramutò ogni drammaticità della scena in qualcosa di più simile in frustrazione e imbarazzo per Sofia, che di nuovo dava spettacolo della povertà in cui versava la sua famiglia. La ragazza sembrò colta da un tic che le fece scuotere la palpebra inferiore destra mentre attendeva che il suo vecchio cellulare completasse il caricamento del programma.

Giada, in ogni caso, non pensò nemmeno di approfittare di una situazione simile. «Non mi importa. Puoi scordartelo!» esclamò, chiudendo la discussione.

Comments (0)

Please log in to leave a comment.

No comments yet. Be the first to comment!