Chapter 3 - PADRE NOSTRO 3°CAPITOLO
Un prete 50 enne, molto porco e parroco di una chiesa in un piccolo paese sul mare, darà vita, con le sue voglie perverse, ad una catena di accadimenti che sconvolgeranno la vita di alcune famiglie, facendole cadere in un abisso di depravazione totale.
5 months ago
Il sole stava sorgendo alle spalle di quelle montagne che sovrastavano quel piccolo paese sul mare del sud Italia. Erano quasi le sette del mattino. Padre Francesco dormiva steso sul letto, nella propria stanza della parrocchia. Le prime luci dell’alba iniziarono a filtrare dalle imposte di legno socchiuse nella camera. Il prete lentamente aprì gli occhi, infastidito dalla luce. Guardò verso l’orologio sul comodino e lentamente, scoprendosi dalla copertina semi-invernale che avvolgeva il suo corpo si alzò dal letto avviandosi in bagno. Davanti al lavabo guardò il suo volto riflesso sullo specchio. Si accarezzò la barba leggermente incolta e si fisso intensamente. E fissandosi una serie di immagini si accavallarono nella sua mente. Lucia a novanta gradi, prona sul banco della chiesa. suor Angelica nuda nella sua stanza. Ancora Lucia urlante mentre raggiungeva l’orgasmo. Ancora suor Angelica a gambe aperte sul suo letto. Seni, gambe, volti, orgasmi, urla, e ancora orgasmi. Un susseguirsi di immagini e voci che fecero apparire sulle labbra del prete, ancora davanti allo specchio, un ghigno sorridente. Un ghigno compiaciuto, compiaciuto delle sue gesta e del suo potere sulle donne.
Dopo aver espletato a tutti i suoi bisogni fisiologici ed essersi vestito, uscendo dalla camera si avviò verso la cucina dove trovò suor Angelica, di spalle, intenta a preparare la colazione. Si avvicinò a lei silenziosamente, afferrandole i fianchi, ed abbracciandola alle spalle e affondò il suo viso nei capelli della suora.
Padre Francesco: “Buongiorno.”
Suor Angelica sobbalzò quasi impaurita ma non poté muoversi perché il prete la spingeva contro la cucina.
Suor Angelica:” ah…ma padre…che fa…che sta facendo…la smetta…e se ci vedesse suor Anna…la prego…”
Padre Francesco: “Le volevo sale dare il buongiorno. E poi se anche suor Anna ci vedesse imparerebbe qualcosa.”
E così dicendo la fece girare di forza e la baciò affondando la sua lingua nella bocca di Angelica. La suora cercò di scostarsi ma quella bocca famelica l‘avvolse impedendogli qualsiasi reazione. Quella lingua dentro di se che cercava la profondità della bocca le diede un fremito interminabile, intenso, intimo e appagante, quasi un orgasmo. Ancora una volta era nelle fauci del satiro e non poteva o forse non voleva opporre nessuna resistenza.
Poi il prete si stacco da lei e guardandola fissa negli occhi gli disse:
“da oggi in poi ogni qualvolta verrai nella mia stanza dovrai spogliarti nuda, completamente nuda, anche quando farai i servizi.”
Suor Angelica:” ma padre…”
Padre Francesco: “ci siamo intesi ?”
Suor Angelica:” ma…”
Padre Francesco: “ci siamo capiti ? Dimmelo che hai capito !”
Suor Angelica abbassò il capo e rispose di si, che aveva capito.
Poi ignorando la suora presa la tazzina di caffè ne bevve il contenuto tutto di un fiato e si allontanò verso la canonica non degnando Angelica neanche di un saluto.
La suora rimase in cucina vicino ai fornelli in silenzio, chiusa dentro se stessa a pensare. Una lacrima iniziò a scorrerle sul viso. Ma non provava dolore o sofferenza. No era una lacrima di amore verso quell’uomo che l’aveva circuita e fatta sua. Quella che scorreva sul viso era una lacrima di gioia e di felicità.
Erano trascorse alcune ore e padre Francesco era nella sagrestia, intento a mettere a posto il guardaroba sacramentale quando senti dei tacchi calpestare il marmo della navata e avvicinarsi alla stanza. Girò la testa e vidi apparire Lucia. La donna indossava un soprabito blu corto e leggero, mentre sotto si intravedeva una gonna grigia a metà coscia.
Lucia: “Buongiorno padre.”
Padre Francesco: “buongiorno Lucia.”
Lucia: “la sto disturbando ?”
Padre Francesco: “entra…avvicinati, vuoi confessarti di nuovo ?”. Sorridendo alla donna.
Lucia: “no padre…ehm…si…no ! non lo so…” E così dicendo, quasi di scatto, si avventò sul prete prendendolo per le mani.
Lucia:” padre ! padre sono sconvolta ! stanotte non ho chiuso occhio, sono stata sveglia tutta la notte ! Pensavo a tutto quello che era successo fra di noi. Dopo che ci siamo visti sono andata dal medico, mi sono fatta prescrivere la pillola e poi sono andata in farmacia. La sera l’ho presa. Ora sono qui, non so che pensare, che fare…padre mi dica qualcosa, la prego !”
La donna era un uragano di parole, senza freno.
Padre Francesco con una serenità sconvolgente le rispose: “io invece ho dormito benissimo !”
Il prete si allontanò bruscamente dalla donna e continuò come nulla fosse a mettere a posto le tonache.
Lucia:”…padre ma che fa, non mi dice nulla ?”
Il prete fece passare alcuni secondi e poi girandosi verso di lei.
Padre Francesco: “si Lucia adesso ti dirò quello che devi fare ! …dammi le tue mutande !”
Lucia: “padre…ma…”
Padre Francesco: “ti ho detto dammi le tue mutande !”
La donna abbassò lo sguardo. Dentro di lei una turbinio di sensazioni, di emozioni contrastanti. Poi mise le mani sotto la gonna ed inizio a sfilarsi la piccola mutandine che avvolgeva il suo bassoventre. La sfilò dalle gambe e tremando le porse al prete rimanendo in silenzio.
Padre Francesco allungò una mano, prese le mutandine prima le guardò attentamente poi le portò al naso iniziando ad aspirare il suo odore.
Padre Francesco: “Bene. Vedo che sono bagnate. Bene. Ora levati il soprabito, alzati la gonna, siediti sul quella sedia e apri le gambe. E rimani così, senza muoverti e senza dire una parola.
Lucia obbedì al prete come un’automa e si mise a sedere su di una sedie di fronte all’uomo, senza prima essersi tirata su la gonna. Sapeva che da quella posizione il prete poteva guardare e vedere in mezzo alle sue gambe. Poteva scrutare la sua fica aperta e piena di umori.
Padre Francesco: “vedo che hai molti peli fra le gambe. Dovrai rasarteli. Odio avere a che fare con fighe pelose, a me piacciono depilate.”
Lucia non rispose, non disse nulla. Ma sentiva la sua figa bagnarsi sempre di più.
Padre Francesco: “ Adesso te ne vai. Devi andare dalla tua estetista. Fatti a fare depilare e poi quando sarai pronta verrai da me. Ma questa volta non indosserai mutandine. Da oggi in poi ti ordino di non indossare più mutandine.”
Dicendo queste parole il prete si avvicinò alla donna, abbassandosi per guardarla negli occhi.
Padre Francesco: “hai capito ?”
E mettendogli il dito sotto il mento: “hai capito ?!”
Lucia: “Si ho capito.”
Padre Francesco: “poi c’è un’altra cosa che devi fare. E non potrai dirmi di no assolutamente. Quando la prossima volta tua figlia si apparterà con l’amico nella sua stanza dovrai chiamarmi sul telefonino immediatamente.”
Lucia: “ma padre…cosa vuole fare ?”
Padre Francesco: “So io cosa fare. Ho l’obbligo per la tonaca che indosso di redimere i peccati di tua figlia, ed anche quello del suo amichetto.” (ridendo a crepapelle)
Lucia: “…padre…padre non me lo faccia fare, la prego…la scongiuro…”
Padre Francesco: “Zitta ! Zitta ! Tu farai tutto, ma proprio tutto quello che ti dico !”
Poi sempre guardandola negli occhi alzandosi la tonaca e liberando il suo cazzo dai pantaloni iniziò a strusciarlo sul viso della donna.
Padre Francesco: “prendilo in bocca ! …prendilo in bocca…!
La donna aprì la bocca sentì il prete spingere il cazzo fino a toccarle la gola. Era diventato duro, durissimo ed ora la riempiva tutta, facendola quasi affogare. Le vennero conati di vomito. Ma resistette. Lo fece uscire un po’ ed iniziò a pompare a bocca spalancata. Il prete la teneva per i capelli, la costringeva ad ingoiarlo tutto. La donna ormai bagnatissima mise una sua mano sulla sua figa ed iniziò a masturbarsi cercando un orgasmo che la sconquassasse. Il prete pompava e lei con la sua mano si dava piacere. Il prete all’improvviso iniziò a recitare il Padre Nostro.
Padre Francesco: “Padre Nostro che sei nei cieli…”
Arrivò per entrambi l’orgasmo, quasi simultaneo. Il prete esplose nella bocca della donna una quantità infinita di sperma. La donna squirtò umori come una lava calda esplosa da un cratere. Una bomba nucleare di orgasmi. Un’esplosione per entrambi. E dopo, dopo solo quiete e silenzio nella sacrestia.
Si accettano commenti, grazie.
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