Chapter 4 - PADRE NOSTRO 4° CAPITOLO
Un prete 50 enne, molto porco e parroco di una chiesa in un piccolo paese sul mare, darà vita, con le sue voglie perverse, ad una catena di accadimenti che sconvolgeranno la vita di alcune famiglie, facendole cadere in un abisso di depravazione totale.
5 months ago
Era passato un giorno da quando padre Francesco aveva visto per l’ultima volta Lucia. Era un Sabato pomeriggio e il parroco era disteso sul suo letto a sfogliare un giornale quando ricevette un sms. Era proprio Lucia e scriveva: “padre venga a casa mia”. Il prete digitò sui tasti del telefonino il seguente messaggio: “ma sei sola ?”, ed inviò. Pochi secondi ricevette la risposta: “mio marito è in gita con la classe e tornerà domani, in casa ci sono io, mia figlia ed il suo amichetto.” Padre Francesco lesse l’ultimo messaggio con grande ma grande soddisfazione. La donna si stava dimostrando sottomessa ed ubbidiente ai suoi voleri. In men che non sica scese le scale, uscì dalla parrocchia inforcando la bicicletta. Non c’era molta gente in giro. Il sole iniziava a farsi sentire in quella stagione primaverile. Dopo alcuni minuti a pedalare il parroco arrivò a casa di Lucia, una villetta circondata da un bel giardino di limoni ed arance, in una piccola traversa laterale di una strada in discesa che portava al mare. Trovò il portoncino aperto ed entrò. Pose la biciletta appoggiata ad un albero e si avviò in casa. La porta era socchiusa. Si affacciò sperando di trovare Lucia ad aspettarlo, ma non c’era nessuno. La casa era avvolta nel silenzio L’uomo girò a guardarsi intorno poi avendo notato l’assenza di camere a piano terra iniziò a salire le scale lentamente. Arrivato al piano noto, nella penombra, la figura di Lucia appoggiata al muro intenta a guardare attraverso una porta semi aperta. Il prete si avvicinò alle sue spalle e la cinse a se. Lucia sobbalzò, ma non più di tanto, attendeva quella presenza. Il prete appoggiò la testa sulla spalla della donna e affiancandola guardò oltre la porta. La scena che vide fu molto ma molto eccitante. I due ragazzi erano nudi nella posizione del sessantanove e si leccavano a vicenda, ansimando ed ogni tanto emettendo qualche parola di piacere. La figlia di Lucia vista di spalle, nuda, sembrava ancora più piccola dei suoi diciotto anni. Aveva un culo ed una figa quasi adolescenziale. Il ragazzino avevo un cazzo di notevole dimensioni bello duro. L’uomo a quella vista ci eccitò subito ed appoggio il suo cazzo al fondoschiena della donna, sua complice nello spiare e guardare i due ragazzi. Iniziò a strusciarsi sul culo di Lucia che rispondeva tendendosi verso di lui. Lo strusciamento provocò nei due un’eccitazione focosa. La donna alzò la vestaglia che indossava e permise al prete di infilare il suo cazzo fra le gambe. Lo voleva dentro, subito. Voleva che il parroco la possedesse. Ormai quell’uomo poteva tutto su di lei e gli scatenava una libidine senza fine. La donna era eccitata sia dalla presenza del cazzo fra le sue gambe ma anche dalla scena alla quale stava assistendo. Era un turbinio di emozioni. In quel momento non gli fregava quello che sarebbe successo. Non gli fregava nulla voleva godere e liberare tutta la sua libidine depravata che per anni aveva tenuto imbrigliata.
Il prete si fece spazio fra le gambe ed infilò il cazzo nella figa di Lucia iniziandola a pompare. Poi gli disse bisbigliando: “questi due ragazzi hanno bisogno di una punizione, devono pentirsi dei peccati che stanno commettendo…ahhhh…”
Lucia a bassa voce: “si padre…puniscili…punisci anche me…puniscici insieme…ahahah…umhhh…dacci la penitenza…dacci l’assoluzione dei peccati…aahhaha….”
Padre Francesco: …siiii…vi punirò tutti…e a tutti darò la penitenza e l’assoluzione…ahaha…adesso fermiamoci che è giunta l’ora di entrare nella stanza…”
Lucia: “noooo…nooo padre…dammelo ancora…dammelo dentro…lo voglioooo…”
Padre Francesco: “…fermati…fermaciamoci.!”
E così dicendo estrasse il cazzo e fulmineamente si ricompose. Afferrò la maniglia e spalancò la porta.
Padre Francesco: “Ragazzi che state facendo ?”
I due ragazzi al rumore della porta spalancata si destarono subito, rimendo comunque uno sopra l’altro.
Roberta (la figlia di Lucia): “ma che cazz….Padre…padre ma che ci fa qui in casa mia ?”
Allora i due ragazzi scavallarono cercando di coprirsi alla men peggiò, ma l’uomo li fermò.
Padre Francesco: “ferma ragazzi…fermatevi…rimanete così ! Dovrete offrire la vostra nudità alla redenzione dal peccato !”
Danilo (l’amico di Roberta): “ma che cazzo dite padre ? …rifateci vestire e vi prego uscite dalla stanza.”
Il ragazzo mentre diceva queste parole quasi si scagliò contro il prete ma lui volto più veloce lo afferrò girandolo per le spalle e bloccandolo.
Padre Francesco: “fermo ragazzo !”
Danilo: “ma che cazzo fai ? levami le mani da dosso, lasciami !”
Padre Francesco sempre bloccando il ragazzo si girò verso Lucia che era sulla soglia della porta immobile
Padre Francesco: “prendi quel cordone della tenda e passamelo !”
Lucia come un’automa entrò nella stanza si avvicinò alla finestra prendendo il cordone e lo porse al prete.
Roberta: “ma mamma ? pure tu…che cazzo fai…lasciatelo stare, lasciatelo !”
Il prete velocemente strinse il cordone intorno alle mani del ragazzo e gli lego le mani dietro la schiena, buttandolo poi sul letto. Poi con una calma invidiabile, vista la situazione, si avvicinò alla ragazza ancora nuda.
Padre Francesco: “cara Roberta ti sembra giusto quello che hai fatto ? ti sembra giusto peccare così ? tu che fai catechismo ai ragazzi ? tu che porgi la parola di Dio ?”
Roberta: “ma padre…che c’entra questo…non c’entra nulla !”
Padre Francesco: “non c’entra nulla ? adesso ti siederai sulle mie ginocchia e pregherai insieme a me.”
Roberta: “non voglio…non voglio !”
Danilo: “lasciala stare…e poi liberami che ti faccio vedere io !
Mentre Roberta parlava non si accorse che la mamma era vicinissima a lei ed allungando una mano gli mollò uno schiaffo in faccia.
Lucia: “Roberta ! Zitta, fai quello che dice Padre Francesco ! Ubbidisci !”
Roberta guardò la madre esterrefatta e abbassando gli occhi si andò a sedere sulle ginocchia del prete. L’uomo alzò una mano accarezzandogli il viso.
Padre Francesco: “lo vedi Roberta che sei brava e sai ubbidire ? Ora, insieme a me, reciterai due Ave Maria se no sarò costretto a punire severamente il tuo amichetto !”
Roberta iniziò a recitare l’Ave Maria davanti alla madre ed al suo amico ancora bloccato e legato sul letto. Sia lei che Danilo erano nudi e questa situazione le pareva veramente surreale. E mentre pensava questo e mentre recitava la preghiera sentì la mano del parroco scendere dal collo alla schiena, fin giù all’attaccatura del culo. Sentì un brivido. Era già bagnata ed eccitata prima che fosse interrotto nell’intimità della sua camera, ma quella mano adulta aveva qualcosa di intrigante ed eccitante. Continuava a pregare ma continuava anche a sentire la mano che scendeva sempre più giù. Sposto il culo quasi a cercare quella mano. E quella mano finì per insinuarsi fra le gambe iniziandola a massaggiare lievemente sulle labbra della figa. La madre notò l’azione dell’uomo perché li aveva di profilo ma la sua attenzione era per il giovane sul letto. Aveva notato il bel cazzo ed in quel momento lo bramava, avrebbe voluto farlo suo. Roberta d’altro canto iniziò a strusciarsi lei su quella mano, cercando sempre di più il contatto, cercando sempre di più il piacere. Giro il suo volto verso quello del prete e lo guardò negli occhi. Vide in quegli occhi neri il fuoco della passione, vide quasi una luce rosso fuoco accendersi. Non resistette ed appoggio le sue labbra sulle sue. Aspettò che aprisse la bocca ed insinuò la sua lingua scavando nel profondo. Danilo vide la scena e rimase silenziosamente annichilito. Non riuscì a proferire parola, vide Roberta baciare il prete e ne rimase sconvolto ed affascinato. In quella stanza regnava un silenzio elettrizzante. Il prete inizio ad affondare le dita nella figa di Roberta mentre la baciava appassionatamente. Danilo si ritrovò con il cazzo durissimo e non sapeva spiegarsi il perché. Lucia vide il ragazzo eccitarsi e non riuscendo più a trattenersi si spogliò ed in un baleno si scagliò sul ragazzo ospitando nella sua bocca il suo cazzo durissimo. In pochi secondi quella stanza divenne una serie di corpi aggrovigliati, di urla e di gemiti. Roberta s’impalò sul cazzo del prete facendosi letteralmente sfondare, mentre Lucia, liberate dalla corda le mani del ragazzo, si fece prendere a pecorina. Urla, gemiti, orgasmi, un susseguirsi senza tregua. Una visione orgiastica e vicendevole che fece esplodere i quattro in un orgasmo senza fine.
Si accettano commenti, grazie.
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