Padre nostro

Chapter 5 - PADRE NOSTRO 5° CAPITOLO

Un prete 50 enne, molto porco e parroco di una chiesa in un piccolo paese sul mare, darà vita, con le sue voglie perverse, ad una catena di accadimenti che sconvolgeranno la vita di alcune famiglie, facendole cadere in un abisso di depravazione totale.

S7
scrittore 71

5 months ago

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I corpi di Padre Francesco, di Lucia, di Roberta e di Danilo giacevano sfiniti, chi sul letto chi per terra, nella stanza medita di sudori. Era stato per tutti e quattro un esplosione di orgasmi a ripetizione. Le membra si erano aggrovigliate dando vita a scena degne di Sodoma e Gomorra. Il prete aveva preso ripetutamente Roberta venendogli in fica, nel culo, nella bocca. Lucia si era fatta sborrare dentro l’utero dal giovane ragazzo più di una volta, fregandosene delle conseguenze di quei gesti ripetuti. Erano spossati, sfiniti ma appagati di tanto piacere e di tanta lussuria sprigionata in quella stanza.

La giovane Roberta abbracciava come un’innamorata il parroco, dandogli piccoli bacetti sul viso e accarezzando il corpo maturo sulla pancia. La madre Lucia, invece, giaceva a corpo morto su Danilo assaporando ancora dentro di se gli orgasmi ripetuti degli ultimi minuti.

Erano passate appena due ore, ma sembravano un’eternità in quella stanza. Il tempo si era fermato, sospeso. Le urla, le grida di godimento erano state sostituite prima da sospiri e poi dal silenzio.

Padre Francesco guardò la ragazza abbracciata al suo corpo, poi guardò Lucia sul corpo di Danilo. In quel momento gli vennero in mente tanti pensieri, ma soprattutto, fece spazio nella sua mente la soddisfazione di aver traviato una madre ed una figlia, ed anche il suo ragazzo. Sorrise con piacere e soddisfazione al pensiero della sua mente depravata. Sorrise con soddisfazione alla sua capacità di sottomettere le persone abusando del suo ruolo.

Poi i suoi pensieri furono distolti dalla mano di Roberta che cercava di rianimare il suo cazzo, ma le scostò la mano.

Padre Francesco: “ora basta, si è fatto tardi. Devo andare, ma ne avremo di tempo.”

Roberta: “rimani un altro po’ vicino a me, ti prego.”

Padre Francesco: “no…devo andare, devo dire messa, e anzi fareste bene a venirci tutti e tre dovreste chiedere perdono a Dio di tutti i vostri peccati !”

Bacio la ragazza e si alzò, nudo, imponente, dominante. Raccolse le sue vesti, indossò la tonaca e lasciò quella stanza, guardando per l’ultima volta quei tre corpi nudi.

Uscì dalla casa ed inforcando la bicicletta si avviò verso la canonica.

Arrivò che mancava circa un’ora alla messa della sera, avrebbe voluto andare in camera sua a farsi una doccia. Ma l’odore del sesso su di se lo inebriava, lo faceva stare bene, e allora rinunciò e si avviò direttamente nella sacrestia. Li trovò suor Angelica intenta a preparare i paramenti della messa. Si salutarono ed il prete si avvicino alla suora dandole un bacio sul collo, non prima di avergli scostato i capelli.

Suor Angelica: “ma padre…”

Padre Francesco: “ma come non sei contenta del mio bacio ?”

Suor Angelica: “…si….”

Padre Francesco: “bene.”

Suor Angelica: “…ma se entrasse qualcuno ?”

E il parroco ancora baciandola sul collo. “Chi vuoi che entra e poi che sto facendo di male sto solo trasmettendo un po’ di amore ad una pecorella bisognosa…ahhaahha…”

Sempre alle sue spalle padre Francesco la cinse a se e poi infilò una mano sotto la tonaca della suora e con sua enorme soddisfazione la trovò senza mutande e potè anche constare la sua eccitazione.

Suor Angelica: “…padre…padre…umm…mmm…”

Padre Francesco: “bene, mi fa piacere che sei bagnata, devi stare sempre così: pronta. Devi essere sempre a mia disposizione, sempre !”

Suor Angelica: “…si…mmm…ahhh….si padre.”

Il prete tolse la mano e portandosela al naso aspirò gli odori della suora, poi la fece girare e la baciò rovistando con la sua lingua nella bocca della donna.

Padre Francesco: “Ora fammi preparare, vai in chiesa a preparare l’altare.”

Suor Angelica: “…si.”

La suora si avviò fuori della sacrestia ed l’uomo iniziò a raccogliere dei foglietti sulla ripiano dell’armadio. Ma mentre faceva questo si sentì chiamare da una voce femminile dietro di se.

Signora:” padre…posso entrare ? la disturbo ?”

Il parroco si girò e riconobbe la signora Rosalba, una donna di circa sessantacinque anni, sempre ben vestita e ancora, nonostante l’età, con un corpo piacente.

Padre Francesco: “prego Rosalba…”

Rosalba: “padre le dovrei parlare…”

Padre Francesco: “ora ? sono un po’ indaffarato, devo prepararmi per la messa, ma dimmi lo stesso, io nel frattempo continuo…”

La donna si avvicinò al parroco ed iniziò a parlare.

Rosalba: “padre e per via di mio marito…sono preoccupata…”

Padre Francesco: “che cosa c’è ? sta male ?”

Rosalba: “no…nooo…anzi…sta troppo bene.”

Padre Francesco: “e allora ? perché ti preoccupa ?”

Rosalba: “padre vede…non so come dirglielo…è una cosa un po’ imbarazzante…”

Padre Francesco: “e cosa sarà mai ? e poi cara Rosalba noi siamo adulti e vaccinati cosa potrebbe scandalizzarci ?”. Fermandosi, avvicinandosi e guardandola negli occhi.

Rosalba: “mio marito…si, lui…è sempre su di giri…alla sua età…vorrebbe sempre fare una cosa…ha capito ?”

Padre Francesco facendo finta di no aver capito.

Padre Francesco: “Rosalba sii più esplicita…che significa è sempre su di giri ?”

Rosalba: “padre…è infoiato, sembra assatanato, vuol sempre fare l’amore con me. Ecco l’ho detto. Mi abbraccia, si struscia. In ogni occasione. Quando sono a letto, in cucina, a stirare, in bagno. Non è che a me dispiaccia, sono sempre una donna. Anzi mi fa piacere, e anche molto ma adesso ma se ne uscito con una serie di richiesta assurde, è impazzito.”

Padre Francesco: “be allora vuol dire che gode di ottima salute “. Sorridendo

Padre Francesco: “e dimmi un po’ quali sono queste richieste ?”

Rosalba: “…mmm…allora prima ma ha chiesto se mi piacerebbe fare l’amore con un altro uomo che non sia lui…e poi sa cosa mi ha chiesto ? “

Padre Francesco: “cosa ?”

Rosalba: “mi ha chiesto di andare insieme a lui a quella spiaggetta dove vanno i nudisti, quella che a qualche chilometro dal nostro paese, sulla provinciale, la conosce ?”

Padre Francesco: “…si ne ho sentito parlare…”

Rosalba: “ma secondo lei posso mai assecondare queste sue richieste ? padre…padre…mi dica, che devo fare ?”

Padre Francesco: “ …Rosalba devi avere pazienza, forse gli passerà, forse è un momento.”

Rosalba:” padre ma io ho paura. Ho paura che se non l’accontento poi lui se ne va a puttane o si trova un’altra donna !”

Padre Francesco: “ …e allora cosa vorresti fare ? Perché sei venuta da me ? cosa vuoi sapere ?

Rosalba:” padre io vorrei sapere: se lo faccio poi andrò all’inferno ? Potrò mai essere assolta per i mie peccati ?”

Il padre sorrise e si avvicinò alla donna e guardandola intensamente negli occhi gli disse.

Padre Francesco: “cara Rosalba…se lo vuoi fare fallo…poi verrai da me ed io ti assolverò dai tuoi peccati perché lo avrai fatto per mantenere salvo il tuo matrimonio, va bene ?”

Rosalba:” oh padre…non sa che sollievo che mi sta dando. Padre lo farò solo per lui, lo farò solo per salvare il nostro matrimonio. Grazie, grazie…grazie padre.” E così dicendo si abbassò per baciargli la mano.

Padre Francesco: “ora vai…devo prepararmi alla messa, tante pecorelle smarrite hanno bisogno di me. Vai, però fammi sapere come è andata…”

Rosalba:” si padre…grazie ancora…le farò sapere…tutto…grazie.”

La donna tutta contenta si girò e se ne andò. Il prete rimase a guardarla andare e via e non poté fare a meno di guardarle il culo. Poi sorridendo e già pregustando nuove avventure indossò i paramenti e guardando l’orologio si accorse che ormai era ora della messa. Si fece il segno della croce e si avviò nella chiesa.

Entrando fu felice di notare che c’erano una ventina di persone, per lo più donne ma soprattutto in prima fila c’erano Lucia e la figlia. Erano sedute Roberta verso l’interno del corridoio centrale e la madre affianco a lei. Davanti c’erano solo loro, poi nei banchi più indietro c’erano le altre persone. Roberta indossava una maglietta e una gonna corta, mentre la madre un jeans ed una camicetta rossa. Il parroco iniziò a dire messa ma sentiva gli occhi delle due donne su di se. Ma soprattutto la ragazza lo guardava, lo scrutava, gli sorrideva maliziosa. Quando fu il momento della predica, come faceva di solito scese dall’altare ed iniziò a spostarsi nella prime file per essere più vicino ai suoi fedeli. Parlando si accorse che Roberta aveva fatto risalire la gonna facendo si che il prete potesse guardarla in mezzo alle gambe. Non indossava mutandine e la figa apparve all’uomo in tutta la sua bellezza. L’uomo imperterrito continuò la sua predica ma ogni tanto si spostava per guardarla li, in mezzo alle gambe. Roberta sempre più sfacciata ora si era messa una mano fra la gonna e le gambe e passava un dito sulla fighetta. Al prete quella situazione gli causò un’eccitazione smisurata e solo grazie alla tonaca ed ai paramenti nessuno si accorse di come aveva il suo cazzo durissimo.

Finì la predica ed in men che non si dica arrivò al momento della comunione. Prese l’occorrente e si mise predisposto per la dispensa delle ostie e quando la fila fu composta vide che la madre e la figlia si misero in fondo alle persone, in attesa del proprio turno.

Dopo alcune persone Lucia fu innanzi al prete e guardandolo fissa negli occhi apri la bocca e ricevette l’ostia. Poi quando fu il turno di Roberta, vide la ragazza aprire la bocca e allungare una lingua famelica, che faceva andare su e giù. Il prete porse l’ostia appoggiandola sulla lingua. Lei la fece rimanere li qualche istante poi con la lingua la buttò giù ricacciando subito la lingua fuori guardando l’uomo negli occhi. Guardandolo così intensamente che padre Francesco ebbè un fremito, una scossa improvvisa. Tutto durò pochi attimi ma fu molto intenso per entrambi.

Finita la messa tutte le persone si avviarono all’uscita ed il parroco tornò nella sacrestia. Passarono solo alcuni secondi e si sentì abbrancare da dietro. Due mani giovani e femminili gli apparvero sulla pancia. Le toccò, le accarezzò. Capì subito che appartenevano a Roberta, ed a chi se no ?

Roberta: “ti voglio ! ora ! prendimi !

Il prete si girò su se stesso. Fu un attimo. La cinse a se, la scaraventò letteralmente vicino alla scrivania, gli alzò la gonna mettendola a novanta gradi e dopo aver liberato il suo uccello la impalò violentemente.

Padre Francesco: “siiii…prendi…prendi tutto il mio cazzo…”

Roberta:” siiii…ahhhhh….siiiii…mmm….tutto dentro…più in sfondo….ahhhaa…sfondami…fammi godere…sto impazzendo…non riesco a non pensarti….”

Padre Francesco:” siiiii….troia….piccola troietta….prendilo fino a dentro….ti faccio impazzire…ti faccio godereee….”

Roberta: “siii…mmm…godo…godooo….ahhhhh…è durissimo….vaiii….vaiii….sfondami…fammi impazzireee…godoo…godooooo !!!”

Padre Francesco: “eccooo…prendilo tuttooo….vengo anche ioooo…ti vengo dentrooo…ti inondooo…ahhh !”

L’amplesso durò pochissimo, ma fu intenso, intensissimo e ancora una volta raggiunsero la vetta del piacere.

 

(segue prossima puntata)

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