Chapter 3 - Champagne e carezze intime
Con maestria il marito intesse la tela che gli permetterà di trasformare la mogliettina in una troia infedele.
1 year ago
– Pomodori ripieni di riso; carciofi stufati; supplì… – disse allegro il sig. Mario rientrando col grosso cartoccio.
– Abdel, non ti puoi tirare indietro: tutto rigorosamente vegetariano, non hai scusanti! – rise, poggiando tutto sul tavolo della cucina. Aveva organizzato in fretta e furia, aveva persino recuperato un permesso “speciale” dal capo di Abdel, per fargli avere il pomeriggio libero. Nella grande cucina, parlava solo lui. Si accorse che il clima, tra Abdel e Tiziana era freddo, erano entrambi impacciati ma Mario non se ne curò.
Passarono un paio d’ore liete, Abdel si convinse e assaggiò persino un po’ di birra. Due sere dopo all’Ambasciata davano un Party: non poteva mancare! Mario fece di tutto per andarci con sua moglie, e dopo, fece di tutto per far sì che il giovane algerino e la sua signora si trovassero a proprio agio, spesso soli, nell’ampio giardino, addobbato e illuminato.
Tra i due passavano oltre dodici anni ma Tiziana era una gran bella donna. Il marito l’aveva convinta a indossare un abito, niente pantaloni. Le calze nere, con la riga, facevano contrasto con le scarpe color crema e, quando sedettero su una panchina, Abdel non potè fare a meno di sentire un grande calore al basso ventre; dopotutto la sua ragazza se n’era andata da mesi e, il seme di Allah non va “sprecato”. Tiziana era sempre imbarazzata davanti al ragazzo, non riusciva a rompere il ghiaccio, non riusciva a fingere di non aver mai visto la scena della sua nudità.
Non dimenticava l’immagine del grosso pene, scuro, eretto come un bastone: la perseguitava provocandole risposte contrastanti persino a livello fisico, una specie di curiosità imbarazzante che non l’abbandonava. Tiziana era seria, fedele più alla sua figura sociale che al marito, lui da tempo la trascurava. Desiderava da lei “cose” che non si sentiva di concedergli, senza poi vergognarsi di averle fatte…
Alla fine, si ritrovarono su una panchina nella penombra, col sorbetto al limone, che Mario aveva corroborato con una dose di Gin, non parlavano… si godevano l’arrivo della notte, ognuno un po’ solo, perso nei suoi pensieri. Abdel non era stupido ma non capiva dove Mario volesse andare a parare, ma non si tirava indietro, ora che aveva focalizzato la figura di sua moglie come una donna semplice ma attraente, non riusciva più a far finta di niente… restava in gioco come uno che vuol vedere come andrà a finire.
Qualche flute di champagne aveva surriscaldato anche la fedele Tiziana: “Che mi succede?” pensava, accorgendosi di stringere le gambe per una sensazione umida che non si placava.
Il ragazzo scambiò qualche battuta generica, alzandosi per avere la coppia di fronte, nessuno sforzo riusciva a trattenerlo dal fascino di quelle cosce, fasciate dalle calze nere, nel buio più sopra immaginava un “giardino delle delizie”
Mario chiacchierava e faceva finta di nulla, intanto scambiava poche ma rarissime effusioni con Tiziana, che non si schernì per non metterlo in imbarazzo; il marito, distrattamente, le carezzava i capelli poi, fingendosi infervorato dal discorso, le poggiava la mano sulla coscia, carezzandola senza troppo rigore, e godendosi visibilmente il piacere della seta pura sulla carne tenera.
Comments (0)
No comments yet. Be the first to comment!
