Chapter 5 - Arroganze e prevaricazioni 5 - B - Marco 2
Evelina scopre se stessa e l'amore per Marco
1 year ago
Arroganze e prevaricazioni 5 - B - Marco 2
La transazione si sviluppa esattamente come aveva previsto; i quattro consegnano al notaio le loro azioni; lui rilascia la dichiarazione richiesta e la polemica è composta; appena i protagonisti sono usciti, fa entrare Evelina e la presenta ai suoi tecnici; si appartano per discutere i progetti che lei ha portato e alla fine, il convinto placet garantisce la posizione di Evelina che lui nomina A.D. per la fabbrica in Abruzzo; la notizia colpisce Nicoletta e i correi che ancora non sono andati via.
“Il maledetto cava sangue dalle rape; anche dalle corna ha trovato modo di ricavare benefici.”
Il commento è di Luigi ma l’opinione è comune; Nicoletta si sente ribollire.
“Non valete un cazzo e volete paragonarvi a lui; è stata la mia e la vostra imbecillità a dargli lo spunto per tutta l’operazione; il caro avvocato neppure si rendeva conto di commettere un reato. Quali corna? Quelle che pare che Ottavia abbia fatto a te? Oppure quelle che ti farà Evelina? Non hai sentito che andranno a visionare la struttura di cui lei sarà a capo? Ci andranno loro due, e ti assicuro che, se lui ama, una donna lo seguirebbe all’inferno; prova a chiedere a Ottavia!”
Decide di parlare col suo ex compagno; ne ha bisogno, ora come ora; si fa annunciare; lui avverte la segretaria che per la sua ex compagna non c’è bisogno di formule; è sempre ben accetta.
“Mi pare che tutto si sia risolto bene, alla fine.”
“Non credo; ci sono famiglie sfasciate, la nostra prima delle altre; ci sono persone che soffrono, tu innanzitutto; possiamo dire che il terremoto è passato e le macerie sono spazzate; ma quello che è perso, non si recupera.”
“Come va con Laura?”
“Già non va più; ho commesso un errore enorme; ho fondato una vita comune sull’entusiasmo di un amore infantile ed ho scoperto che non abbiamo niente in comune … Spero di non essere costretto a trattarla peggio di sua madre!“
“Che vuoi dire?”
“Io, tu e la nostra generazione crediamo in certi valori; la generazione di Laura non ha valori; per loro il sesso è un affare ’leggero’ senza significato; lei sta entrando in quella logica e si concede in giro senza remore e senza controllo; siamo al capolinea e la colpa è stata solo mia; ho combattuto contro una ex compagna attraverso la figlia che ha quasi venticinque anni meno di me; lei si sta riprendendo la sua dimensione di vita e prima o poi dovrò cacciarla … “
“Non le fai finire l’università?”
“Questo no; ma non per lei né per te, per la memoria di un amico caro che era tuo marito ed è suo padre. Quando mi dovessi trovare concretamente di fronte ai suoi tradimenti, o almeno a quelli che per me sono tradimenti e che per lei sono scopate senza conseguenze, dovrò obbligarla a rinunciare ai privilegi che le concedo e riaffidarla a te; so che è abbastanza intelligente da non buttare anni di studio, ma dovrà pentirsi amaramente, lasciare tutto quello che non le compete e tentare di sopravvivere.”
“Non pensi che la punizione sia esagerata?”
“Ricordi il menù delle punizioni al suo compleanno?”
“Dio mio, non arrivare a questo, ti prego, è sempre mia figlia.”
“Non ci sono arrivato, non ci arriverò e non voglio arrivarci; volevo solo farti capire che quelle sarebbero punizioni, anche per te; i miei sono inviti a riflettere e a pentirsi degli errori … “
“In questo hai ragione; io sto pentendomi assai amaramente della slealtà, dell’arroganza, dei fraintendimenti.”
“Che significa?”
“Che sono sola e piango su me stessa.”
“Perché non ti cerchi un compagno?”
“Un altro uomo nella mia vita, nel mio letto? Per ora lo preferisco vuoto e freddo; se un giorno, e lo spero con tutto il cuore, toccherò il corpo di un altro uomo, sarà quello dell’unico che ho amato sempre, anche quando lo umiliavo e lo offendevo per stupidità; non esiste nessuna possibilità che il sesso diventi leggero; pesa nella mia vita e la condiziona; mi ha sverginato Alberto, ma mi hai amato tu e amo te che sei vivo come amo lui, solo nella memoria.”
“Nico, stai cercando di incastrarmi? Lo sai che provo le stesse emozioni?”
“Lo spero, ma non lo so; e capisco anche che cinque anni di offese richiedono anni di pentimento; se il tuo amore resiste fino a cancellare le colpe, verrò a chiederti di darmene ancora le briciole; se sarà troppo tardi, ti avrò amato come Alberto; è da sempre così, amarvi tutti e due allo stesso modo, adesso solo nella memoria.”
“Cerca di parlare a Laura, se ti riesce; sta scavando un baratro ancora più pericoloso del tuo e rischia di caderci; la memoria di suo padre mi lega, ma non l’autorizza a sfruttarmi per comportarsi da libertina e non le garantirà fino alla fine il corso di laurea.”
“Ci proverò. Ho sentito che a qualcuna hai consentito di incontrarti quando ne sentisse un bisogno inderogabile. Non te la senti di farlo anche con me?”
“Nico, tu non sei una qualsiasi; sei la donna che amo; se mi chiedessi di cenare insieme, potrei accettarlo, per parlare di noi, soprattutto; ma se provassimo ad andare un poco al di là, temo che non ce la farei; non per il momento almeno … “
“Diciamo allora che, se avessi una voglia irrefrenabile di starti davanti ad un tavolo di trattoria, posso cercarti; quando tu sentirai il bisogno di portarmi da quel tavolo a casa tua, sarai tu a dirmelo?”
“Questo possiamo farlo; appena avrai notizie da Laura, fammi sapere e ti porto a cena.”
“Posso dirti che ti ho sempre amato, anche quando mi comportavo da troia?”
“Io devo solo dirti che ti amo con la stessa intensità anche quando nel mio letto c’è un’altra, compresa tua figlia; in fondo, il mio amore vero sei tu, sciupato, malridotto, maltrattato, ma sei l’amore.”
“Grazie. Ciao.”
Parte per l’Abruzzo, con la speranza di attenuare un poco la rabbia che il comportamento inaccettabile di Laura gli provoca, Evelina è decisamente bella e in gamba; decide per il meglio e rapidamente; consiglia e si fa consigliare senza arroccamenti, collabora, studia e analizza, decide insieme e lo rende orgoglioso di essersi affidato ad una mente brillante per la direzione di un centro delicato ma che in poche settimane lei renderà protagonista con scelte opportune.
Ma è sul piano dei rapporti personali che la donna rivela sorprese infinite; il viaggio è lungo, specialmente da fare in auto; quando si siede al posto del passeggero, Evelina non da molti segni di disponibilità, rintanandosi pudicamente in un angolo del sedile; ma Marco non può fare a meno di apprezzare la linea elegante delle gambe e l’attacco ai glutei che danno al culo una forma quasi perfetta; la camicetta leggermente ampia fa intravedere un seno decisamente importante.
Il viso affilato quasi spigoloso, finisce per sottolineare la bellezza dei grandi occhi e l’ingombro di una bocca carnosa, sensuale, segnata da un rossetto acceso, vivace; la sensazione complessiva è di una donna abituata a dirigere e a mantenere rapporti anche con personaggi di grande rilievo senza perdere né la determinazione né la sensualità femminile che cattura; la domanda di Marco è quella che scatta in quei casi, come diventerà nell’estasi dell’amore.
Non tarda molto a trovare la risposta; la lunghezza del viaggio impone varie soste, alcune per esigenze intime, altre per ristorarsi e per fermarsi a pranzo; decidono alla fine di pernottare in un motel quasi a fine percorso, per non arrivare di sera e cercare un albergo in città; quando si avvicina alla reception, Marco, per una sorta di correttezza, si appresta a chiedere due camere separate; lei lo anticipa e chiede una matrimoniale; la guarda sorpreso ma lei si è già avviata con la chiave.
Un motel dell’autostrada non è l’ideale per un primo approccio con una donna di quella fatta; Marco non può nascondersi un certo disagio quando si trova al centro di una stanza spoglia; lei appare invece solo meravigliata.
“Ti ho prevaricato? Avresti preferito mantenere le distanze?”
“No, sto studiandomi la mia collaboratrice e mi tocca chiedermi se ho accanto una compagna meravigliosa.”
“Questo lo valuterai solo dopo che avrai assaggiato la tua accompagnatrice; se c’è chimica … “
“Vuoi che facciamo l’amore?”
“Io la vedo diversamente; voglio festeggiare un risultato epico nella mia vita; voglio farlo con un uomo che Ottavia ha etichettato come straordinario; forse voglio scoprire i difetti che hanno spinto la tua compagna a preferire un’ameba che non stimo, neppure come amante; vuoi che ordino champagne per festeggiare o brindiamo in altri modi?”
Lui l’ha presa in vita e stringe contro il torace il seno pieno, maturo e solido; accosta l’inguine e sente la figa vibrare mentre il cazzo si rizza tra le cosce; continuano a parlare con le bocche sempre più vicine.
“Cosa succede se domattina mi scopro innamorato di te?”
“Ti fermi a riflettere e prendi una decisione; io lo sto già facendo perché anche solo essere abbracciata mi fa sentire non solo passione e trasporto per te, ma anche un sentimento più profondo che temo sia amore … “
“Che succederà se ci innamoriamo sul serio?”
“Che sarai il mio amore lontano finché il grande capo non verrà a verificare lo stato della mia amministrazione … “
“Oppure convocherà nella sede centrale gli amministratori locali, o deciderà di incontrare la sua amata anche solo per un week end o sceglieranno di passare una settimana in un posto che sarà magico solo per loro … “
“Come vedi, la sintonia consente un grande amore.”
“Sai che non ti sarò fedele?”
“E tu sai che, se incontro quello che ti vale, ti avverto e scelgo un’altra strada?”
“Uno che mi vale, mi pare difficile … “
“Presuntuoso! Vuol dire che quando non ce la farò a resistere, cercherò qualcuno che meriti una serata di sesso e ti amerò mentre mi farò scopare da un tizio anonimo. Adesso vuoi decidere se mi scopi, se mi ami, se mi violenti? Insomma, vuoi fare qualcosa o devo violentarti?”
“Ti amo, pazza; e ti voglio.”
L’ha spinta sul letto, le solleva la gonna sino alle anche e le piomba addosso, apre la patta, tira fuori il cazzo ritto come un palo e lo appoggia alla figa, spostando il leggero tessuto dello slip; la penetra con forza, quasi con violenza; lei soffoca l’urlo mordendosi una mano; teme di averle fatto male e si blocca col cazzo contro l’utero.
“Ti ho fatto male?”
“No; sì; mi hai sverginato praticamente, mi sono sentita squartare; hai una mazza bella grossa e non me l’aspettavo; ma ora è tutto passato, è solo passione, libidine, piacere, goduria; continua ad amarmi così; ti voglio.”
La scopa a lungo, con delicatezza, facendole sentire la mazza in tutta la sua lunghezza; lei lo accoglie con goduria e si stringe all’inguine per sentire il cazzo fino in fondo; Marco si solleva un poco e gioca a passarle la cappella sulla spacca fino al buchetto stretto e grinzoso, decisamente verginale.
“Per il momento, lì non puoi entrare; non l’ho mai fatto e la tua bestia potrebbe farmi molto male; non abbiamo lubrificante; domani in una farmacia compriamo del gel e avrai quella mia verginità; lo voglio, ti amo, voglio celebrare e il culo sarà la mia offerta a questo nuovo grande amore; voglio darti tutto quello che posso; non osare contraddirmi; hai fatto di tutto per innamorarmi, adesso mi dai tutto quello che puoi per farmi felice!”
“Abbiamo previsto una settimana per i controlli; le notti saranno solo nostre; se hanno completato l’appartamento previsto per te, ci staremo; se no, un albergo va bene lo stesso.”
“Basta che mi dai tanto amore e vengo anche all’inferno con te.”
“Pensi che stiamo correndo troppo?”
“Mi hanno insegnato a seguire il cuore; se lui corre, io corro. Tu fai come ti senti … Io mi sento di seguire il mio cuore, te e il tuo cuore; visto che siamo in quattro a correre sarà una corsa meravigliosa. Adesso fammi godere; scaricami nel corpo il tuo amore e dormiamo; ho chiesto la sveglia alle sette e non voglio tardare, nemmeno se me lo chiedesse l’amore per te.”
Ricominciano da capo; si spogliano ordinatamente, ciascuno da un lato del letto, e ripiombano sul materasso insieme, lei si apre alla penetrazione e lui e entra in figa di nuovo, deciso stavolta a godere, finalmente; lei lo accoglie con tutto il corpo e si lascia pervadere dal piacere che lui le dà attraverso il cazzo per tutto il corpo; sborra più volte prima che lui le scarichi nel ventre un fiume di sborra che sembra scatenarsi da lunghi momenti di difficoltà e di delusioni; è felice, in quel momento.
Si adagiano sul letto, lei gli si accoccola contro, viso a viso, e lo copre continuamente di piccoli baci su tutto il viso e sul petto; lui la frena e le suggerisce che è il caso di dormire, prima che il fratellino si svegli e chieda ancora tanto piacere; riescono a prendere sonno e si svegliano di colpo al suono della sveglia; lei si fionda nella doccia e finalmente si libera delle scorie della scopata della sera precedente; blocca lui che vorrebbe entrare e lo fa passare quando esce in accappatoio.
Passano insieme una settimana straordinaria, nella nuova location; professionalmente, lei da prova immediata della capacità di dirigere e stabilire, guidare ed ordinare; nell’appartamento che le è stato assegnato, vive con Marco i momenti più intensi della sua vita sessuale, specialmente quando, come gli aveva promesso, gli offre la verginità del culo, dopo essersi garantita le necessarie accortezze per rendere lo stupro un momento di estasi amorosa.
Infatti, appena giunti in città, si è premurata di andare in farmacia ed ha chiesto il più efficace e sicuro lubrificante anale, perché nutre molte preoccupazioni sulla sua salute, considerando il rapporto tra il buchetto del suo culo e la mazza di Marco; la farmacista è la persona giusta, confessa di avere avuto lo stesso problema con un amante focoso e le vende il prodotto più indicato per una vergine destinata a un grosso cazzo.
Appena le consegnano le chiavi dell’appartamento, lo gira tutto ammirandone la dotazione e gli angoli con entusiasmo fanciullesco; trasmette anche a lui un desiderio mai provato; lo abbraccia entusiasta e gli schiocca innumerevoli baci su tutto il volto; lui la blocca e la stringe in un abbraccio sensuale che trasforma immediatamente l’euforia in passione e trasporto; quando le bocche si catturano e le lingue combattono, è libidine pura che si scatena.
Si ferma per un momento, preleva il tubetto del gel dalla borsa e l’appoggia sul comodino al lato del letto; lui capisce tutto ma ha ancora solo una piccola remora.
“Sei sicura di volerlo? Ti farò male!”
“Mi farai un poco male all’inizio, poi sarà passione pura; l’amore trasformerà tutto in libidine; ti voglio, ho deciso e non torno indietro nemmeno se mi sventri; ma so che mi darai solo piacere e amore.”
Non può eccepire nulla, la spoglia delicatamente e la stende sul letto; la fa girare carponi per avere la migliore angolazione e si abbassa dietro di lei e leccare amorosamente culo e figa; passa la lingua a spatola su tutto il perineo e infila la punta nella vagina e nell’ano; succhia e mordicchia più volte il clitoride; sente che la donna si rilassa in tutte le fibre e ammira la dilatazione dell’ano che favorisce inserendo prima un dito, poi due e ruotando per abituare il foro alla violazione.
Preleva dal comodino il gel e se ne spalma una piccola parte sulle dita; ricomincia da due e avverte che entrano con facilità; resosi conto che il lubrificante funziona, aggiunge un terzo dito senza rilevare fastidi; aggiunge il quarto e il buco del culo si apre al massimo della dilatazione, certamente oltre lo spessore del cazzo; abbonda col gel e lubrifica ampiamente il canale rettale e il foro di ingresso; ne passa abbondantemente sul cazzo, accosta la cappella e spinge.
Evelina reagisce ritirando il corpo in avanti; non è il dolore della violazione dello sfintere, che quasi non avverte, a darle timore, ma la spinta improvvisa su tutto il pacco intestinale che travolge anche lo stomaco; impedisce a lui di ritrarsi, come aveva accennato, respira profondamente e spinge indietro il culo e i fianchi consentendo al cazzo di entrare profondamente fino all’intestino; un calore intenso si dirama dal cazzo e le raggiunge il cervello.
Sente il corpo scosso tutto dalla spinta, ma la libidine le monta fino al cuore; partecipa con emozione al piacere dell’inculata e si sente finalmente posseduta come voleva; è la prima volta che si sente tanto profondamente fusa con un maschio ed è felice, perché lo ha voluto e se lo sta godendo con autentico amore; Marco la scopa assai lentamente, quasi a farle sentire tutta la lunghezza della mazza e a farle godere il piacere dell’inculata; continuano per molto tempo a godersi la scopata anale.
Quando lui sente che è vicino il limite per esplodere, la avverte e lei artiglia il clitoride per mettersi in pari; esplodono insieme in un orgasmo che nessuno dei due aveva mai provato prima; lui le afferra da dietro i seni e la tiene appiccicata a se quasi che lo sperma dovesse fare da collante; lei si abbandona alla carezza lussuriosa; quando avverte che sta per uscire, lei respira profondamente e si sposta di colpo in avanti; il cazzo esce e lei si sente di colpo vuota.
Mentre se ne stanno stesi sul letto, lui supino e lei bocconi, quasi per inevitabile conseguenza si dicono che non sarà l’unica volta e che, finché non troveranno un’alternativa, quell’amore durerà immutato; da quella sera e per tutta la settimana si consumano scopando ed ogni mattina è difficile alzarsi per fare il lavoro di verifica, di controllo e di direzione; ma sono ambedue persone dedite soprattutto al lavoro e, quando lui parte, lei è già padrona dei meccanismi di amministrazione.
Marco prova un pizzico di nostalgia mentre si allontana dalla fabbrica abruzzese, soprattutto perché in quel momento fuggire dalla realtà quotidiana gli farebbe solo bene; ma sa che i suoi doveri sono dove la sua vita si sviluppa; torna verso casa con tanta tristezza per quello che sa di trovare ma anche con la certezza che le radici sono là, ad onta di tutto.
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