Arroganze e prevaricazioni

Chapter 9 - Arroganze e prevaricazioni 9 - C - Laura 4

Marco rischia l follia ma lo salvano le donne che lo amano

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geniodirazza

1 year ago

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Arroganze e prevaricazioni 9 - C - Laura 4

Vanno a pranzo e Nicoletta compra due bistecche per la cena; non hanno bisogno di spiegarsi; fanno ininterrottamente l’amore per tutto il pomeriggio; si fermano per cenare con le bistecche, in cucina, come due giovani sposi ardenti di sesso; e continuano a farne per tutta la notte; Marco sembra chiedersi da quanto lei non fa sesso, vista la voglia matta; lui, reduce da una lunghissima maratona, deve controllarsi molto.

“Marco, non prendertela se lo dico; l’ultima mia sessione d’amore è stata quella con te; ho promesso a me stessa che farò l’amore solo con l’uomo che amo al di sopra di tutto; non lo capii quando mi stavi vicino e pazientavo con Alberto che mi tradiva con tutte; non l’ho capito quando mi amavi ed io rispondevo coi miei tradimenti ottusi; adesso ho una certa età; la voglia non è venuta meno, ma la selezione è diventata esigenza; farò l’amore con te ogni volta che potrò; non voglio altri.

Non ti chiedo fedeltà, meno che mai quella del sesso naturalmente; trovo più sano che tu viva tutto quello che provi; spero solo che l’amore vero, sostanziale, profondo, sia per me; ti sto amando e spero che tu sta amando me al di sopra di tutto; poi le altre possono essere anche amiche mie; non faccio colpe; non chiedo monopoli; mi basta la certezza che sei l’uomo che era al mio fianco e mi consolava quando il tuo amico mi tradiva con tutte; prendeva il suo posto senza toccarmi quando Alberto abbandonava me e la bambina; che ha atteso gli chiedessi di essere il mio compagno quando rimasi vedova; solo questo voglio.”

“Lo avrai sempre, anche quando tua figlia, che di queste cose non sa niente, mi darà il tormento; ti ha dato notizie?”

“No; credo che la vedrò arrivare da un momento all’altro; ma non so cosa aspettarmi … “

“Nico, ci sarò sempre per te, lo sai … “

Si incrociano, una volta che Nicoletta va da Loredana; rimprovera ambedue affettuosamente, perché gira per la fabbrica la voce di una vasta messe di foto del viaggio che ha fatto con la segretaria e perché si sprecano i commenti sulla strage di cuori che i due hanno fatto; le chiede ancora di Laura; gli dice che è tornata ma che è strana e che ha minacciato un giorno di piombargli in ufficio, come al solito quasi; la rassicura che non la tratterà male ma sarà inflessibile.

Viene a sapere che è tornata ma non si fa viva ed è quasi felice che l’abbia lasciato finalmente in pace; ma non è così; arriva in fabbrica, con una camicetta che espone totalmente il seno ancora più matronale, ed una minigonna che lascia vedere netto il perizoma il cui filo si perde dentro le natiche abbronzate; entra con aria spavalda ma si scontra con la porta sigillata dell’ufficio; Loredana la blocca.

“Signorina, lei non ha appuntamento; quindi, adesso si siede ed aspetta che l’ingegnere trovi il tempo per riceverla!”

“Ma io sono Laura e sono qui per Marco, non per l’ingegnere … “

“Signorina! Questo è l’ufficio del massimo dirigente dell’azienda; ha regole precise; se lei non le rispetta, faccio intervenire la vigilanza; si sieda e aspetti!”

Si siede fremendo e borbottando; Marco la fa cuocere nella sua rabbia per quasi un’ora, anche se non sta facendo niente; Loredana con cinica perfidia gira verso di lei il portaritratti elettronico con tutta la serie delle bellissime foto riportate dal periplo del mediterraneo in motocicletta; la poveretta è costretta a guardarsi tutto il viaggio con le istantanee più significative, soprattutto dei bellissimi corpi al sole; sopraggiunge Nicoletta, convocata da Marco, e si va a sedere compunta.

Finalmente lui decide di porre fine alla pantomima e invita Loredana a entrare insieme alle ospiti; la segretaria col notes e la ex compagna si siedono compunte; Laura passeggia e borbotta; lui alza gli occhi da un faldone.

“Signorina, in questo ufficio si sta seduti e in silenzio si parla solo di affari e se lei si agita ancora sono costretto a cacciarla!”

“Marco, ma sono io, Laura, anche per me valgono le regole?”

La guarda inferocito; lei ha quasi paura di quello sguardo freddo, abbassa gli occhi si rassetta la gonna e si siede vicino a sua madre.

“Cosa ti induce venire qui? Non ti avevo detto che non volevo più vedere nemmeno la tua foto?”

“Ho due gravi problemi e solo il mio padre elettivo può risolvermeli … “

“Ho rinunciato ad essere padre elettivo quando la mia pupilla ha rivelato la sua vera natura. Cosa vuoi?”

“Ho bisogno di abilitarmi al lavoro … “

“Vatti a cercare uno studio di commercialisti.”

“Ne ho visitato a decine; le uniche cose che mi proponevano erano sconcezze che facevano vergognare anche me.”

Loredana non si risparmia un commento.

“Scusa, ragazzina, ti avevo avvertito che il lavoro è pesante … “

“Hai avuto ragione; avete avuto ragione; ho sbagliato tutto; possiamo per un attimo mettere da parte il passato e parlare del presente? … Mi puoi aiutare a sostenere gli esami di abilitazione’

“Hai rifiutato il corso estivo perché dovevi andare in crociera .. “

“Ti prego, Marco; puoi per qualche minuto fingerti smemorato e dimenticare cosa sono stata? Ce la fai a fare un altro passo sulla via crucis per aiutarmi?”

“La via crucis che mi hai imposto ha raggiunto la lunghezza della rotta oceanica, visto che ami la marineria! Lory, si può fare qualcosa per darle una mano?”

“Il reparto commerciale sta preparando il corso autunnale, ottobre e novembre; posso far ricavare un posto in più, se me lo chiedi.”

“Hai presenti le norme? Sono più dure di quelle che rispettavi volentieri al liceo; orario fisso, giustificare le assenze e recuperare le ore perse; abbigliamento consono; in questa azienda nessuna va in giro col sedere in vista; camice obbligatorio e studiare, studiare … “

“Sarò la liceale più corretta che avrai mai conosciuto; voglio e devo mettermi a lavorare per essere indipendente; solo così posso sperare di essere libera; posso fare conto sui testi che hai depositato a casa tua?”

“Tu entri a casa mia solo se chiedi permesso con decoro e cortesia; ci entri con me o con tua madre e ci resti il tempo di prendere i libri che ti servono, non ti fermi a studiare.”

“Mamma, hai le chiavi del suo appartamento?”

“Tua madre era ed è rimasta la donna che amo di più al mondo; abbiamo ricominciato a frequentarci, gode di tutta la mia fiducia e spero che non la tradisca per favorire un tuo capriccio.”

“Marco, è mia figlia; perché non vuoi accettare che mi arrenda ai suoi errori?”

“Non ho detto questo; ho detto e ripeto che spero che tu non perda la mia fiducia perché diventi sleale per coprire tua figlia; un caso banale può essere, ad esempio, se vai con lei a casa senza avvertirmi e lei si diverte a strafare senza che tu la blocchi.”

“Ci starò attenta; grazie se le dai a possibilità dell’abilitazione.”

“Non lo faccio solo per lei; lo faccio per amor tuo e perché sono convinto che dentro quella fogna ci sia del talento.”

“Tu mi stimi fino a questo punto?”

“Io contesto la tua filosofia epicurea, non il tuo rendimento scolastico; io ti condanno per avere scelto la crociera, ma non posso rovinarti l’abilitazione; ne sarei colpevole con te. Devi dire altro? A proposito, perché cammini male?”

“Diciamo che mi sono comportata come la peggiore delle puttane … “

“Cioè, sei partita con un corriere della droga, siete stati arrestati in Libia e si sei fatta sfondare da neri possenti per uscire dalla galera?”

“Si; ma mi aveva anche obbligata ad andare con certi ceffi suoi amici che non sono stati teneri.”

“Sfondata davanti e dietro, sopra e sotto; bella cloaca sei diventata; è successo anche alle altre tre?”

“Che ne sai?”

Loredana scoppia a ridere.

“I giornali raccontano tutto con tanto di foto; a proposito, tu l’hai fatta la tua raccolta delle foto di viaggio? Noi sì; hai visto che belle? Anche il nostro servizio di informazione è assai valido; sappiamo tutto delle vostre eroiche avventure sui mari europei e nelle carceri africane! Lo sai che i tuoi amici sono finiti nelle maglie della finanza in Olanda, e che hanno sequestrato la barca? Se mi piacesse il mare, chiederei a Marco di comprarmela; all’asta si vende per poco!”

“Mamma, ma tu sapevi di questo viaggio? Dove hai passato le vacanze?”

“Si, il mio ex compagno mi ha pagato una vacanza a Rivabella che mi ha fatto assai bene; lui aveva progettato quel viaggio con tuo padre; dovevamo andare con loro io e Agata, una ragazza che teneva molto a Marco; poi tutto sfumò, perché quel puttaniere di tuo padre cambiò idea e Marco non volle andare con Agata, perché amava me ma se ne stava in disparte perché avevo già sposato Alberto.”

“Per favore, lasciami digerire le cose; Loredana ha fatto con Marco il viaggio che tu e lui sognavate e che non avete fatto perché mio padre si tirò indietro; mio padre era un puttaniere e ti sposò perché eri rimasta incinta; che vita aveste?”

“Squallida; l’unica consolazione era l’amore infinito di Marco che mi fu vicino sempre; quando nascesti tu, Alberto era da qualche parte con la puttana di turno; quando morì, stava correndo da una che gliela aveva promessa; mi lasciò nella melma e Marco mi salvò; ci ho messo venti anni a capirlo; godere della loro felicità era il minimo che dovevo a una gioventù di sbagli.”

“Per questo mi perdoni tutto; hai tanto da rimpiangere … “

“Ma soprattutto ho da pentirmi per avere risposto a chi mi amava col tradimento; lo senti che batte sempre sulla lealtà? Lo capisci che Loredana sarebbe perfetta per lui, perché è la sua amica più leale?”

“Lory, perché non te lo sposi?”

“Perché lo amo ma non ci vivrei insieme per sempre; diventa noioso e farei la fine di Nicoletta; perché mi sposo l’anno prossimo con un altro più abbordabile; siamo d’accordo che restiamo innamorati e talvolta farò qualche cornetto a mio marito che non è un santo; Nicoletta lo sa fin da adesso e non mi pare che faccia storie.”

“Nessuna storia, perché il tuo amore è limpido, pulito, non è contro di me; perché ancora Marco non mi ha chiesto di tornare a vivere insieme … “

“Te lo dirà, abbi fede … te lo dirà più presto di quanto speri tu … “

“Per favore, la smettete di fare gossip sui miei amori? C’è altro, Laura?”

“Si, c’è il peggio, o il meglio, come vuoi … sono incinta … “

Le due donne sussultano per la sorpresa; Marco nasconde le sue reazioni.

“Bene, ci fa piacere. Auguri e figli maschi … “

“Il padre sei tu!”

“Questa la racconti in uno spettacolo comico. Da quanto non facciamo l’amore?”

“Dalla sera della mia laurea; mamma, ricordi? Marco, io non ero protetta e tu eri preoccupato; ti dissi che erano cavoli miei; infatti adesso sono cavoli miei.”

“Un corno! Mi ricordo quella sera; so di averti amato moltissimo, so che ti ho rimproverato il tecnicismo e che hai cominciato ad amarmi; è possibile che tu ci sia rimasta come era capitato a tua madre con te. Sono un uomo corretto e onesto e sarei felicissimo di essere padre; la mia fortuna avrebbe un erede; non sapremo che è scientificamente mio fino al test del DNA, che si può fare solo ad un neonato, non all’embrione; vuol dire che tua madre si occuperà della tua salute e della gestazione.

Se il bambino che nascerà è mio figlio, ne trarrò le conseguenze; se è un bastardo che cerchi di rifilarmi, farò scattare per te la punizione definitiva; a occhio e croce bisogna aspettare fino ad aprile; io sarò il padre in attesa più agitato dl mondo; se è una trappola, te la faccio pagare assai cara!”

“E’ tuo figlio; solo a te potevo dare l’amore per avere un figlio.”

“Vai a stare con tua madre, e vieni a casa mia per ritirare i libri; Nico, di qualunque cosa tu possa aver bisogno per tua figlia e per tuo nipote, sai che Lory è qui per te e che siete veramente amiche; lei ha la chiave del mio cuore ma anche del mio portafogli; sentitevi libere e siate discrete; se è mio figlio, non avrà i problemi di sua madre, questo è certo; spero che le sorprese siano finite, per oggi; ci rivedremo presto, immagino.”

“Marco, stasera avrei bisogno di parlare con te, di tutto questo; mi porti a cena, solo a cena e solo per parlare?”

“Nico, tra un poco te l’avrei chiesto io; anch’io ho bisogno della tua spalla, stasera.”

“Lory, dove trovo un camice da operaia per il corso?”

“Vieni a trovarmi uno di questi giorni; io preparo le carte e tu parlerai per gli adempimenti preliminari.”

“Va bene … grazie, amica mia!”

“Vai al diavolo, ragazzina capricciosa e amabilissima; curati il culo e la figa; sei in età per recuperare tutti i danni; le spese te le paga il tuo tutore, attraverso di me.”

“Grazie, non ti deluderò.”

I due mesi del corso passano quasi lineari; Laura incassa persino il plauso della commissione, per l’applicazione e la diligenza; anche il suo comportamento è perfettamente in linea, per abbigliamento, modi, puntualità e preparazione; sua madre non ha da lamentarsi della convivenza perché, nonostante i fastidi della gravidanza, Laura non invade la sua vita con molti fastidi; se va a fare qualche pompino nei bar, nessuno se ne accorge perché episodi casuali e lontano da casa.

Non è in grado, d’altronde, di svolgere attività sessuali perché sta cercando di porre rimedio ai danni di una terribile stagione di sesso al limite; l’equipe che la cura le ha proibito qualsiasi iniziativa; si limita quindi a studiare, partecipare ai corsi e preoccuparsi della salute; di tanto in tanto, si fa accompagnare da sua madre a prendere libri a casa di Marco, ma si limita a sguardi intensi e forse a tanti rimpianti inespressi.

Il giorno in cui consegnano i diplomi che fanno accedere agli esami, passa dall’ufficio di Marco e dice a Loredana che vuole ringraziarlo per l’aiuto; gli indica che è al bar per un caffè; lo raggiunge; si siede al tavolino e, dopo i convenevoli, gli chiede con la solita arrogante sfrontatezza se accetta di festeggiare come per la laurea; dopo un attimo di esitazione, lui non resiste alla tentazione di ricucire un rapporto con la ragazza che comunque ama ancora e accetta.

Si trovano ai cancelli, a fine giornata, e lei gli chiede di andare a casa sua, per cenare; la porta alla trattoria dove di solito va con Nicoletta; telefona a quest’ultima per avvisarla che Laura è con lui e forse ci resterà; mangiano velocemente una bistecca e si chiudono in casa; la ragazza non ha nessuna esitazione ad aggredirlo con uno dei suoi baci sensuali a cui sa che lui non resiste.

Il duello delle lingue che si inseguono e si succhiano va avanti per un tempo assai lungo, mentre le mani si palpano in ogni dove alla ricerca di antichi piaceri, sepolti sotto una montagna di eventi, non sempre piacevoli, che li hanno affossati; non è difficile per lui trovare i capezzoli duri e dolcissimi da succhiare e da titillare; lei si frena prima di chiedergli di morderli a sangue come spesso le capita di fare nelle sue prestazioni sessuali.

Ma molti suoi comportamenti hanno già messo sull’avviso Marco che quella che lo sta concupendo non è la donna che ama da una vita, piuttosto la sua deformazione estrema in una prostituta quasi di professione; quando infila la mano fra le cosce e va a prendere a pieno palmo la figa, qualcosa di flaccido gli fa capire che ci sono stati autentici prolassi; quando infila le dita e le sente ballare, insiste più volte fino a che la mano a cuneo entra quasi inavvertita da lei.

Le infila il pugno chiuso e s’accorge con ribrezzo che va dentro senza problemi l’intero avambraccio, non piccola cosa; la convinzione che sia abituata al fisting è inevitabile e dolorosa; decide di provare la verifica dell’ingresso posteriore, la fa girare e la piega a pecorina; lei gode dell’interesse che crede di suscitare e si ritiene quasi amata; lui appoggia il pugno chiuso all’ano e spinge; il retto si apre a ricevere disinvoltamente l’avambraccio.

A Marco viene da vomitare, specialmente quando osserva lo sguardo irridente e divertito di lei; gli viene quasi voglia di fare la telefonata per chiedere per la donna una punizione che la costringa in carrozzella per il resto della vita, dopo che ne ha sprecato ignobilmente gli anni più belli; poi si rende conto che non è tempo di vendette e che serve solo il coraggio di cacciarla; ad aggravare il suo senso di colpa, lo stato di gravidanza che solo ora gli torna in mente.

“VATTENE!”

E’ l’unica cosa che gli viene di dire; il sorriso ironico di lei si spegne di colpo; nel momento in cui era quasi convinta di avere di nuovo conquistato l’uomo potente alle sue voglie, il verbo sibilato con la forza di una scudisciata la lascia interdetta; mentre raccoglie le sue cose, piagnucola che non può tornare dalla madre che è andata a cena con altre operaie e non sa quando tornerà; se ne ricorda anche lui; le indica la camera degli ospiti.

“Chiuditi a chiave e non uscire finché non verrà tua madre; piscia in una bottiglia, caga in un vaso ma non mettere il naso fuori della porta finché non sarò ad autorizzarti.”

Sa che lei soffre di una leggera forma di claustrofobia, ma ne ha le palle piene fino alla rottura, di lei e delle sue stupidaggini; la maternità e l’ipotesi che il figlio sia suo, lo costringono a subire un vile ricatto come tante volte è accaduto; ma stavolta è determinato anche a farla ammazzare; la perfida è riuscita a portare tutto sul piano di una sfida avendo in mano un asso che ritiene vincente; fa buon viso a cattivo gioco e la guarda sparire oltre l’uscio che si chiude a chiave.

Non ha strumenti per controllare la sua ira, il malessere, la voglia di vomitare; si siede sul letto e il cervello comincia a ripercorrere l’autostrada delle malefatte di Laura, dopo la scopata con cui si fece sverginare; anche quella scelta oggi tende ad apparirgli come una predeterminata mossa per arrivare a sostituire sua madre nel dominio dell’uomo di potere; sente di odiarle entrambe; ma soprattutto è con se stesso che ce l’ha, per essersi fatto invischiare da sempre in quel gioco perverso.

Si sente scoppiare la testa e teme di impazzire, tra il desiderio di spararle e dichiarare che aveva temuto fosse un ladro; fare una telefonata e ordinare che l’ammazzino alla prima occasione; mandarla in mezzo alla strada o darsi una calmata in qualche modo; a ‘giocare contro’ è lo stato di gravidanza e l’ipotesi che quel figlio da nascere possa essere il suo unico erede legittimo.

Lo salva dalla follia la telefonata di Loredana che, con voce squillante, lo prende in giro perché se ne sta solo in una serata che per tanti è di gioia; capisce dal tono della voce che ha bisogno di aiuto; saputo che è in casa, gli indica il locale dove si trova e gli impone affettuosamente di raggiungerla, in pantalone leggero, maglietta e mocassino come nei giorni belli del viaggio.

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