Cantautore

Chapter 3 - Cantautore 3

L'idillio si rompe e lei se ne va

G
geniodirazza

1 year ago

45 views4,387 words

Cantautore 3

Laura era andata sul palco e si era unita al gruppo dei giovani cantautori con i quali eseguì alcuni suoi testi; Chiara la seguiva incantata, non si era accorta che suo marito era sparito senza avvertire per quasi un’ora; gli sorrise e gli chiese se avesse visto com’era brava Laura.

“Lo so; credo che si prepari ad una nuova difficile fase.”

“Perché?”

“Entrare nel modo dello spettacolo non è facile, specialmente se si fa cultura di impegno; non ho nessuna intenzione di frenarla; ma spero che non costruisca troppi progetti ambiziosi; sarebbe doloroso vederli sfumare nel tempo.”

“Ma tu sarai vicino a lei?”

“Discorso difficile, se fatta da una che due minuti fa voleva parlare solo per il tramite degli avvocati.”

“Mario, stasera sono alla canna del gas; puoi fare il favore ad un’amica che un tempo amavi di non picchiare ancora sulle colpe e lasciarmi l’illusione che posso ancora salvare il salvabile?”

“Scusami, hai ragione; ma il problema è che questa tua disillusione è proprio il modello a cui mi riferivo; tu scavi tra le macerie; non vorrei che ci fosse costretta anche tua, anzi nostra, figlia.”

“Io non voluto né saputo seguirti; avevo già sbagliato prima di incontrarti, sono arrivata a te deformata; Laura è creatura tua, come Carlo, come altri utopisti che ti amano; con loro puoi essere più sincero e leale, meno protettivo e più incoraggiante.”

Videro Sabrina uscire dai bagni; Mario la invitò al tavolo; si scambiarono qualche battuta, lei e Chiara, beccandosi affettuosamente sul tema dei tradimenti; era evidente che l’atmosfera si era profondamente rasserenata; ne approfittò la nuova arrivata per segnalare a Mario che Carlo e il suo editore, Alessio, volevano parlargli.

Il giovane imprenditore riassunse rapidamente che da una settimana era uscito il volume di poesie di Ogrò con annesso disco e che aveva incontrato un buon successo; avevano in animo una serie di presentazioni; per la prima, avevano ipotizzato a due artefici della formazione del giovane, il prof e la profia, come lui li indicava; se avessero potuto organizzare la cosa nella libreria più importante della città, sarebbe stato successo assicurato.

Laura intervenne a sollecitare suo padre e Sabrina perché accettassero; ricordò a sua madre che era in tempo per inserire il progetto nel programma della kermesse nazionale di letteratura dalla quale aveva deciso di astenersi, con un brutto danno di immagine; Mario ironizzò sulla coincidenza che due professori oggetto di scandalo si trovassero a costruire insieme un progetto la cui realizzazione era affidata alla moglie tradita; Laura lo fulminò con lo sguardo; Carlo calcò la mano.

“Prof, se la cosa si fa, vorrei che lavorassi intorno ad alcune idee; va bene presentare il libro e il disco; stupendo se a presentarlo foste tu e Sabrina; sai quanto vi ammiro; benissimo la firma di copie; ma vorrei inserire alcune novità … Non guardarmi brutto … la parte musicale non la dedicherei ai brani del volume edito; preferirei proporre quattro o cinque inediti, molto recenti, e alcune cose di un’altra mano; vorrei anche cantare a due voci … “

“Esci dalle ambiguità o ci costringi agli indovinelli?”

“L’anteprima l’hai avuta qui stasera; canterò in coppia con Laura ed eseguiremo brani inediti, miei e suoi; insomma, se proprio la vuoi nuda e cruda, vorrei che fosse il ‘battesimo’ di una coppia di cantautori con brani di tutti e due ed eseguiti insieme. Ti sembra un’idea troppo folle?”

Fu Sabrina a intervenire.

“Carlo, sai bene che se non sono matti non li vogliamo; con quello che succede qui alla taverna e quel che è capitato dentro e fuori dalla scuola, questa idea è semplicemente meravigliosa; ho sentito Laura e ho letto i suoi testi; credo che sarebbe un’idea straordinaria, se vi armonizzate solo un poco; in sostanza, presenti il materiale edito, e quindi ‘vecchio’; ma proponi insieme novità assolute e interessanti. Mario, che ne dici?”

“Io su mia figlia non voglio pronunciarmi; se il mio pupillo garantisce, ci sto; scusaci, Chiara, non abbiamo chiesto a te.”

“Mi sta benissimo che si presenti il volume; non ho sentito Laura perché avevo altro per la testa; se per voi va bene, farò la mia parte. Quello che mi interessa veramente sapere è più privato e parlerò poi con Laura e Carlo … “

“Mamma, se vuoi indagare la natura dei nostri rapporti, fino a questo momento Carlo è il ‘fratellone’ adorato; non so se ci stiamo innamorando; se così fosse, non saresti certo tu a potermelo impedire; ti spaventa che possiamo fare sesso? Lo saprai, quando deciderò di farlo; finora è solo il fratello che non ho avuto ... Strano, però, che all’improvviso ti preoccupi tanto per me; alla mia età, so che ne avevi già fatte di tutti i colori; è per questo che ti preoccupi?“

“Scusami, sono stata approssimativa e intempestiva; troppi discorsi questa sera mi hanno sconvolto; il mio equilibrio labile è a rischio, quando mi fate scoprire che hai un diario segreto di cui parli a tuo padre e ad un ragazzo appena conosciuto ma non a me; quando mi raccontate che puoi diventare cantautrice e non ne avevo nessuna idea; voi vivete un’atmosfera che posso solo invidiare; sai cosa ci siamo detti con tuo padre; sono spiazzata; perdonami, non volevo offenderti; mi agita non sapere .“

“Chiara, abbiamo già detto che dei panni sporchi parleremo a casa, stasera stessa; proprio per quello che ci siamo detti sui separati in casa; pensa al progetto; Sabrina stasera lo mette giù, nei termini proposti da Carlo; domani lo mandi al Ministero per la kermesse, poi ci lavori come sai fare e sarà un successo; la mongoloide si muoverà da sola e saremo felici.”

“Papà, ti voglio bene quanto non te ne ho mai voluto; Carlo, dobbiamo lavorare molto sull’armonia delle voci; non abbiamo molto tempo.”

Decisero di tornare a casa; Mario andò con la moglie e la figlia; si pose immediatamente il problema della sistemazione; Chiara suggerì che andasse a stare nel suo appartamento; la collaborazione non impegnava la convivenza; Laura obiettò che andava col padre e ci dormiva insieme; lui propose che gli lasciassero la camera della ragazza e dormissero madre e figlia nel lettone; Chiara gli chiese perché non se la sentisse di dormire insieme, in castità; lui sorrise e la guardò con intenzione; Laura chiese nervosa.

“Papà, perché hai tanti problemi a dormire nel letto che è stato tuo per anni?”

“Ragazza, credevo che stasera avessi capito quali sono i problemi che nascono quando ti accosti troppo al corpo di un maschio; io e tua madre siamo stati intimi per decenni; se siamo nello stesso letto, le voglie non si controllano … “

“Perché vorresti controllarle? Mamma è una bella donna e tu l’hai amata tanto … “

“Mi prendi per i fondelli o cerchi di incastrarmi?”

Impossibile parlare con una figlia, anche se solo elettiva, che ha deciso di imporsi ai genitori; la ragazza li fece sedere intorno al tavolo e servì il caffè; Mario e Chiara restarono a lungo a squadrarsi in silenzio; difficile dire quali sentimenti li animassero; come sempre, lui fu costretto a prendere l’iniziativa.

“Chiara, tua figlia pone una questione delicata; secondo lei, dovremmo dormire inseme, come per anni, cancellando con un colpo di spugna errori e colpe gravi. Tu cosa pensi?”

“C’è un’ipotesi alternativa?”

“Almeno due; io dormo nella sua camera e lei con te nel letto grande; oppure tu dormi al suo posto e lei prende il tuo con enorme difficoltà per me.”

Come facilmente prevedibile, Laura si inalberò.

“Perché dovresti avere difficoltà? La seconda ipotesi è la più sensata; non sei mio padre, quindi non c’è incesto; sei il mio Mentore, mi insegni a fare l’amore e non hai colpe; non è necessario che mi svergini; basta che mi insegni l’amore.”

“Se è questo che vuoi, il tuo è il migliore maestro possibile … “

“Perché, mamma?”

“Ci sono uomini che fanno l’amore e ti trattano da principessa; sono pochi e meno ancora quelli che lo sanno fare per bene; tuo padre, scusami Mario non riesco a non vederti padre di nostra figlia, nonostante le mie colpe; tuo padre, dicevo, è il top del top; non l’ho mai visto fare sesso, ma solo dare e prendere amore infinito … A proposito, mi puoi spiegare perché tu e Sabrina, ormai ultraquarantenni, sposati e con figli, vi siete lasciati andare a fare l’amore in macchina, come adolescenti sprovveduti?”

“Chiara, ti viene in mente una sola occasione in cui lo abbiamo fatto io e te? Non c’è stata possibilità; ci siamo conosciuti che tu eri fin troppo abituata al sesso, forse dovrei dire al caprone; ci avrei fatto la figura dell’imbecille e mi avresti riso addosso, quella volta … La voglia di un rapporto adolescenziale mi è rimasta addosso; con Sabrina uscivo da un momento di estasi poetica; ho operato il transfert e ho immaginato che ci fossi tu, in macchina con me; ha capito e l’ha spiegato al marito che ha accettato l’idea.

Capisci che è esattamente quello che mi propone Laura adesso, tornare ragazzino, saziarmi di baci e di carezze, arrivare al massimo a fare l’amore fra le cosce, quello che feci con Sabrina? Poi sperare di tornare ad essere padre e figlia; ma sappiamo tutti e tre che non saremmo più le stesse persone … “

“Vedi, Lauretta, cosa è l’amore quando a provarlo è un uomo come tuo padre? L’ho ingannato, da prima che ci mettessimo insieme, l’ho tradito per più di quindici anni, ho fatto passare per sua una figlia concepita con l’altro; e lui opera il transfert per fare con me l’amore che tu gli chiedi; dovrei essere io, ora, a istigarti a fare l‘amore con lui, perché mia figlia prenda il mio posto e riscatti un mio errore; peccato che io non abbia la sua forza e sia troppo egoista per concedervelo.”

“Perché parli di egoismo? Che c’entra coi nostri discorsi.”

“Mario, se adesso mi spacchi la testa col centrotavola di cristallo che scelsi con tanto amore e tanta tigna, non possono fartene una colpa; sarebbe solo un’azione terapeutica per una malata inguaribile. Laura, non ti ho completato l’analisi; mio marito sa solo fare l’amore; il mio amante è il classico caprone senza sensibilità; lui ha solo un obiettivo; ho capito che sei informata e posso essere chiara; il caprone vuole solo sbatterlo dentro, possibilmente in tutti i buchi; non esiste altro che montare ed eiaculare.”

“Perché ti sei lasciata andare a un soggetto così e hai ripetuto l’errore per tanti anni?”

“E’ qui il motivo per cui vorrei che fosse Mario la tua nave scuola, quello che ti avvia al sesso come amore; io beccai il caprone che mi fece conoscere il sesso violento; fu come assumere una droga; fai conto che io sia diventata un’alcolista, una tabagista, una cocainomane, una morfinomane; non ne esci; ci ricaschi sempre, finché non ti distruggi; Mario, non mi ammazzare, anche se lo meriterei; mio marito, dopo che gli ho combinato quello che sai, ancora non sa se cacciarmi o perdonarmi.

Il caprone, quando gli ho detto che era stata scoperta la verità sul tuo conto, mi ha detto che, come avevo tradito mio marito con lui, si sentiva autorizzato a ritenere che avessi tradito lui con altri e che, quindi, non assumeva nessuna responsabilità nei confronti miei e di mia figlia; anche se ti è difficile accettarlo, e ti capisco, ho realizzato che ho sempre amato mio marito, anche quando lo umiliavo perché lo sentivo troppo superiore e gli attribuivo un’arroganza che era solo nella mia testa.”

“Papà, proprio non ci riesci?”

“A fare cosa?”

“A insegnarmi a fare l’amore .. “

“Non chiedermi di violare la tua purezza … “

“No, io vi ho sentiti, quando facevate l’amore; fammelo vedere … insomma, fai l’amore con mamma e lasciami guardare!”

“Chiara, le hai suggerito tu l’escamotage per indurmi a fare di nuovo l’amore con te?”

“No, papà; mamma non c’entra; sono io che ti amo anche fisicamente e che vorrei trasferire il mio desiderio a tua moglie … “

“Io mi sistemo in camera tua; voi andate nel lettone.”

Mario decise di troncare un discorso spinoso; non aveva con se il necessario per la notte, si infilò coi soli slip sotto il lenzuolo; dopo poco sentì lo scalpiccio dei passi di Chiara che si sedette sul lettino a fianco a lui.

“Lo so che competerebbe a me parlare con mia figlia; so anche che non è tua figlia e che sarebbe umano e naturale se ti venissero certe voglie; ma Laura non prende sonno se non le parli di amore, di sesso, di noi; ha ascoltato troppe cose dolorose e non trova il bandolo; per favore, aiuta nostra figlia, lasciamelo dire, io ci credo davvero; cerca di evitarle esperienze deformanti come quelle di sua madre; sii il suo mentore e insegnale l’amore, ti prego.”

Non era facile resistere ad una proposta chiara e semplice; Laura si era scontrata con la prima esperienza importante di amore e di voglia; se non le faceva un minimo di chiarezza, rischiava di essere responsabile dei suoi errori; andò nella camera e si stese sul letto, accanto alla ragazza; lei lo catturò nell’abbraccio e lo strinse da fargli male.

“Che ti succede, piccola? Cosa ti turba?”

“Carlo … tu .. mamma .. tutti i vostri discorsi … Mi sono sentita sconvolgere la pancia quando ho cantato con Carlo; è l’amore?”

“Forse è l’avvio di un amore; la certezza la puoi avere solo con un po’ di tempo …

“Cosa succede? Che cosa ti fa capire quando sei innamorata?”

“Cosa provi davanti a Carlo?”

“La voglia di baciarlo, ma non a stampo, come con gli amici; voglia di sentire il sapore, gli odori del corpo, la voglia uguale alla mia … ecco, questo è quello che provo!”

“E laggiù, fra le gambe?”

“Il ventre che mi esplode; il desiderio di fondermi con lui, di essere una sola cosa … “

“Lui ti ha seguito in questa voglia?”

“Sì e no; la sua lingua mi ha dato enormi brividi, percorrendomi tutta la bocca; più mi divorava, più volevo che lo facesse; provavo gioia assaporando la sua carne, la sua saliva, ma non mi è sembrato che si abbandonasse alla voglia … “

“Perché?”

“Il mio ventre desiderava il sesso e spingevo per sentirlo contro di me; lui sembrava fuggire, evitare di farmi sentire la potenza della sua voglia; avrei voluto fare non so cosa, per dirgli che lo volevo con me, in me; lui sembrava sforzarsi di mantenere le distanze … Perché?“

“Perché tu sei figlia di tua madre e lui è il mio figlio putativo; tu seguivi l’istinto ferino del sesso per la riproduzione; lui aveva la testa sulle spalle e valutava i problemi; lui ti vuole più di quanto tu voglia lui; ma sa che l’entusiasmo va verificato, per essere amore; tu sei già alla passione pura, violenta, come tua madre col caprone.”

“Non posso sentirti teorizzare oltre; fai l’amore con mamma, fallo come didattica per me; non pretendo che faccia sesso con me; ma con lei puoi fare tutto; dimostrami come si ama … “

Chiara si era sdraiata al fianco di suo marito e nascondeva la testa sulla sua ascella; lui le aveva passato una mano dietro le spalle e sentiva la pelle fremere d’amore, come tante volte era accaduto; le sollevò il mento e appoggiò le labbra sulle sue, spinse la lingua e aprì la bocca desiderata; lei si precipitò ad abbracciarlo; singhiozzava, le lacrime le scorrevano a fiotti e le labbra divoravano quelle di lui; il corpo si agitava come tarantolato finché i pubi si incontrarono.

Gli scivolò addosso, mentre una mano si allungava a prendere quella della figlia adagiata attenta accanto al padre.

“Ti amo, Mario; senza remissione, sono una troia impenitente; ma adesso so che ti amo, come quando ti conobbi, come ti ho amato sempre, anche quando mi perdevo nell’imbecillità; vedi, Laura, l’amore è questo che neppure io avevo capito bene; sentire e assaporare odore, calore, consistenza del corpo amato; sentire che ti attira e che vorresti essere una sola cosa con lui.

Non è la prima volta; ma solo stasera so che questo stavo cercando, l’altra parte di me, forse la migliore; ti ho fatto molto male, ma era a me che lo facevo e lo volevo fare; per cercare di mortificarti, mi umiliavo e mi facevo trattare da prostituta, da essere inferiore, da zerbino; e intanto tu mi vestivi da principessa e i tuoi paggetti si inchinavano a me prima che a te; hai una moglie stupida; ma solo tu puoi correggerla e farla crescere.”

Laura era scivolata addosso a suo padre e aveva catturato la sua bocca; di colpo, rivelò un talento naturale al bacio; lui la frenò per un attimo con aria interrogativa; lei colse a volo.

“Ti ho visto farlo con mamma; è straordinario; smettila di indagare e guidami … “

“Ma i tuoi amici saranno impreparati, al tuo confronto … “

“Ed io gli insegnerò a darmi tanta gioia, tanto piacere, tanta lussuria quanta ne prendo in questo momento dalla bocca che amo di più al mondo.”

“Mario, non cercare di sconfiggerla; lei è tua figlia, comunque la metti; se non vuoi commettere incesto, ti conviene sopportare di fare l’amore con la tua perfida moglie e lasciare che Laura impari solo guardando.”

“Sei scema, mamma? Credi davvero che mi fate assaggiare un dolce così soave e mi chiedete che ti lasci divorare tutto? Per lo meno, esigo una spartizione!”

“Che facciamo, Mario? Vado via e ti lascio alle tue responsabilità o cerchiamo di tamponare insieme la falla che abbiamo aperto?”

“Stavolta non mi faccio irretire; avete chiesto separazione in casa; non ti credo più, Chiara, specialmente quando prometti la fedeltà; non è nel tuo DNA; lì c’è l’inganno; Laura, tua madre si è paragonata a una drogata che non regge all’astinenza; la sua droga si chiama ninfomania e forse ti ha contagiato; mi spiace, ma preferisco cercare la compagnia di chi non mi inganna.”

“Giustissimo, professore! La figlia prostituta minorenne di una troia drogata non può macchiare la tua purezza; domattina mi faccio sbattere dal primo imbecille che passa; poi mi cerco un amante che mi mantenga; so che le minorenni sono ambite da molti vecchi bavosi e danarosi; oppure mi cerco un protettore; anche le escort o le prostitute giovani sono ricercate!”

La sberla le arrivò imprevedibile.

“Tu sei la mia bambina e non ti permetto di usare certe espressioni; tua madre mi ha riempito di corna per alzare la sua presunzione contro la mia; tu minacci il degrado per costringermi a fare quello che non voglio … sei la degna figlia di tua madre!”

“Lo so che sono la tua bambina; ma anche quella di mia madre; non riesci ad accettare che vi voglio insieme, che voglio essere come voi; questa povera imbecille non ha avuto la sberla che mi hai rifilato; sei stato troppo tenero; ma, forse, mi ami davvero fino a picchiarmi per correggermi; lei, non so più; vuoi una figlia e ti ribelli perché Chiara si è fatta ingravidare da un imbecille; mi vuoi far crescere e ti spaventi a fare l’amore davanti a me; papà, chi ha i problemi più seri tra noi tre?”

“Io so ammettere che ho molti problemi; voglio una figlia e non posso averla; ne ho una che amo da sempre e non ti permetto di comportarti da sciocca perché sei mia figlia; tua madre ti ha concepito con l’infedeltà; non è un problema se ha copulato, l’ha fatto a tradimento; questo è fin troppo evidente; è questo che mi turba; se torniamo insieme, potrò fidarmi mai di lei?”

“Papà, forse mi sto innamorando di Carlo; gli chiederò amore e lealtà; chi mi dovrebbe garantire che meriterà la mia fiducia?”

“Nessuno; io sono certo che è un uomo leale; ma non posso garantirti niente; devi essere tu ad amarlo tanto da credergli .. “

“Maledetto razionale! Io per mia madre giuro anche il falso, se lei mi dice che è la verità; io garantisco che ha capito e vuole rimediare; avrei anche giurato che avresti capito; devo ricredermi su entrambi o darvi fiducia?”

“Mario, convinciti, per favore; abbiamo due figlie difficili, una perché è testarda come me e te, l’altra perché è inanimata e mongoloide; ambedue hanno bisogno di noi e di un gesto di fede; se senti un pizzico di affetto, almeno a loro, prova a giocare d’azzardo un’altra volta; sai che ho barato e puoi solo fare un atto di fede dandomi fiducia; se vuoi provare a vivere da solo, dimentica e lasciami affondare con le mie figlie; però, ti prego, esci dalle ambiguità e scegli da che parte stai.”

Lui prese a baciare con dolcezza sua moglie su tutto il viso, dall’attaccatura dei capelli al mento, soffermandosi a lungo sugli occhi, sulle orecchie ed infine sulla bocca in cui si immerse con passione; aveva gli occhi chiusi, perso in una sua immagine segreta; Chiara era stata presa dal vortice della passione e si abbandonava languida alla carezza della sua bocca; sentiva che le viscere si agitavano e le stimolavano orgasmi piccoli e grandi; strinse il seno al torace e precipitò in un vortice di dolcezza.

“Ti amo, maledetto, ti amo, ma sono troppo imbecille per fare altrettanto … “

Lui fu quasi sull’orlo di uno scatto violento; solo a quel punto si rese conto della bocca della ragazza immersa nei suoi capelli, allungò dietro una mano e si accorse che Laura si stava masturbando baciandogli la nuca; carezzò delicatamente l’interno di una coscia e la sentì vibrare di piacere; spostò lentamente la mano verso la vulva finché sentì l’umido dello slip impregnato di umori da strizzare; sussurrò un ‘ti amo’ che a Chiara suonò suo ma che era per la figlia.

E fu Laura a corrispondere farfugliando qualcosa con la bocca schiacciata sulla sua testa, sulla guancia, sul collo; si girò su un fianco e Chiara fece altrettanto, restandogli attaccata con tutto il corpo; ma anche Laura si era appoggiata, su un fianco, alla sua schiena e si stringeva al corpo alla ricerca di un contatto eccitante; la vulva strusciava contro l’osso sacro e si sentiva che stava copulando col suo fondoschiena.

“Laura, ti è chiaro il senso del fare l’amore con tutto il corpo?”

“A chi pensavi, mentre baciavi mamma?”

“Non farmelo dire; sarebbe una tragedia … “

“Lo so che hai operato il transfert, la mamma per la figlia; te l’ho chiesto io sin dall’inizio; anche io stavo trasferendo il corpo di Carlo nel tuo; ti amo, forse anche da femmina, ma il mio riferimento assoluto è il ragazzo con cui voglio vivere la mia felicità; con te sto scaricando una voglia antica; ti offendo con queste dichiarazioni?”

“No, amore mio; anch’io so bene che tu sei l’alternativa ad un amore desiderato e mai avuto … “

“Sentite, sapientoni; ma davvero credete che io sia solo una cavia da laboratorio? Tu sperimenti l’amore per mia figlia che credevi anche tua; lei si prepara ad amare il suo ragazzo come il padre presunto ama una troia come sua madre; mi concedete di esserci, almeno?”

“Chiara, io ce la faccio ad amarti come sempre; ma tu dovresti stare attenta anche a quello che chiedi; tu mi crei l’illusione di ritrovare una donna che amavo; se dovessi restare deluso sarebbe la fine, per i miei sogni e per la tua serenità … “

“Vuoi provarci  o preferisci rinunciare e decidere che non sono degna di un atto di fede?”

“Papà, non puoi negare una seconda occasione … “

Spinse sua moglie supina sul letto, le divaricò le gambe e abbassò la testa a lambire il ventre, dall’ombelico in giù fino alla vulva che titillò con la punta della lingua; Laura guardava perplessa e ammirata le smorfie di piacere di sua madre che gemeva e balbettava frasi sconnesse; aguzzò la vista e vide il clitoride, rosso e ritto come un fuso, catturato dalle labbra di lui che succhiava con fervore scatenando autentiche urla dell’amata; vide i denti mordicchiarlo mentre lei accentuava il piacere.

La ragazza era quai spaventata all’idea di qualcosa di tanto antigienico fatto con un amore indicibile; sentiva di partecipare alla libidine della madre e si martellava il clitoride fra due dita fino ad esplodere in un violento orgasmo; quasi istintivamente afferrò il sesso di lui che pendeva ritto tra le cosce; tentò una impacciata masturbazione finché lui le prese il polso e la guidò; in un momento fu come se non avesse fatto altro per tutta la vita.

Chiara si sottrasse quasi di forza, stese supino il marito e si fiondò con la bocca sul sesso, ingoiandolo fino ai testicoli; conosceva bene quella mazza che aveva vissuto per anni; spinse sua figlia a montare sul viso del marito; lui prese a leccarle la vulva da sopra lo slip; fu la ragazza a spostarlo perché la lingua arrivasse alla carne viva; quando lui catturò il clitoride, il mondo le esplose in testa e fu solo piacere quello che sentiva, con luci straordinarie e suoni angelici.

Crollò sul letto, spostandosi per non gravare su di loro; Chiara scivolò sul corpo di lui e si impalò; ritta alla cavallerizza, montò il maschio con tutte le sue energie; Laura guardava stranita sua madre copulare con tanta forza, lontana dalla femmina che si lasciava sbattere come un tappetino dall’amante; dopo un ennesimo orgasmo, anche la madre si stese sfinita sul letto; Mario sembrava non desiderare affatto concludere; infilò lo slip e se ne andò nella camera a fianco.

La settimana seguente fu animata dai preparativi per la serata di poesia e musica; Chiara non riuscì a chiedere al marito perché avesse abbandonato il letto senza godere; gli eventi la sopraffecero; Laura si impegnò tanto nella preparazione dello spettacolo che quasi dimenticò il terremoto che aveva scatenato tra i genitori; Mario si divideva tra i preparativi dello spettacolo, gli incontri occasionali con Nadia e quelli a cui aveva dato il via Sabrina, ormai invischiata nell’amore per lui.

Tutti avevano coscienza che, in qualunque modo si fossero evoluti gli eventi, la serata in libreria era il discrimine per molte cose, forse le stesse vite individuali e collettive; Mario doveva e voleva capire se continuare ad avere fede in sua moglie; Carlo e Laura aspettavano una risposta alla loro avventura di cantare e scrivere insieme; Chiara aspettava di verificare la tenuta della solidarietà con suo marito; le due speravano che la situazione chiarita consentisse di organizzarsi spazi d’amore e di sesso.

Comments (0)

Please log in to leave a comment.

No comments yet. Be the first to comment!