Cosa c’è dietro l’angolo

Chapter 4 - Cosa c’è dietro l’angolo 4

Marco rivela a sua figlia Lucia che non ce n'è più per sua madre, che ha una nuova famiglia con Elena e con il figlio che hanno avuto; la ragazza ne parla con la madre che va a vivere con un laido sfruttatore assai ricco

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geniodirazza

1 year ago

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Dopo l’ultima sua ‘scopata a dispetto’, Magda era rientrata che ormai albeggiava, si era buttata vestita sul divano del salotto, suo giaciglio ormai abituale, ed era sprofondata nel sonno; la casa taceva e i due, padre e figlia, dormivano; quando si svegliò, sentì rumore di stoviglie in cucina, capì che stavano facendo colazione; andò in bagno; si spogliò degli abiti che aveva la sera precedente, si ficcò sotto la doccia e uscì in accappatoio, dolorante in tutto il corpo; entrò in cucina con la solita aria arrogante.

Non c’era caffè caldo; solo, nella cuccuma, un fondo di quello freddo; lo versò di malavoglia e aggiunse latte; il silenzio era tombale e si tagliava col coltello; un senso di morte e di condanna aleggiava nell’aria; il telefono di casa squillò; Magda andò a rispondere; sobbalzò quasi spaventata e balbettò.

“Tu?! Cosa ti salta in mente, di telefonare a casa? … Vuoi parlare con Marco?!?”

“Metti il vivavoce e non rompere, imbecille!”

“Ciao, sono Alessandro … “

“Ah, vedo che siete risuscitati ambedue dopo la serata da leone … che vuoi?”

“Ho sentito che certi conti sono stati svuotati … “

“E allora? Non sono un direttore di banca; mi occupo di edilizia!”

“Dai, sai benissimo di cosa parlo … i conti che amichevolmente hai agevolato … “

“Certo che si deve essere un vero Caino, a parlare di amicizia dopo che ti sei sbattuto per una notte quella troia di mia moglie. Non so di che cazzo parlate, voi che avete fatto sporche manovre e che vi derubate a vicenda. Invece, sappi che tutti i tuoi debiti sono stati rastrellati da un’agenzia e che da un momento all’altro possono essere messi all’incasso; mi sa che la prossima volta mia moglie te la porti a scopare sotto i ponti dove finirai … “

Magda era furibonda, mai si sarebbe aspettata un linguaggio così crudo dall’uomo che amava e da cui era convinta di essere amata perdutamente; avrebbe voluto intervenire per dire qualcosa, ma fu anticipata dalla figlia.

“Mamma, domani papà rompe il matrimonio. Hai deciso cosa fare?”

“Ma cosa vuoi che faccia questo povero derelitto? Lo sa bene che è schiavo di me e del mio amore; non è in grado di muovere una foglia se non mi ha vicino; aveva minacciato che, alla tua maggiore età, si sarebbe separato; è ancora qui, lo vedi.”

“Lucia, per favore, non darle spago; verresti a pranzo con me?”

“Certo, papà; come mai questa scelta?”

“Ti metti tu a spignattare? O credi che Sua Nobiltà mia moglie sia disposta a sporcarsi in cucina le manine che le sono servite a maneggiare il cazzo per tutta la notte?”

“Io il cazzo da manipolare ce l’avevo; tu non ti sei fatto mandare la solita puttana?”

“No, quella di casa era fuori a farsi montare … Lucia, vuoi venire o no?”

“Si, papà; andiamo.”

Uscirono padre e figlia; lei credeva che andassero alla trattoria sotto casa, ma lui prese l’auto e guidò verso la periferia della città; si fermò ad un ristorante nuovo in una urbanizzazione recente; Lucia aveva la sensazione di qualcosa di non chiaro anche fra loro due; scesero dall’auto ed entrarono in un ambiente elegante e raffinato; una bella ragazza li guidò ad un tavolo accanto ad una vetrata; vide che c’era già Elena, il capo dei servizi economici dell’azienda di suo padre, una donna che ammirava da sempre.

Marco le andò incontro, lei si alzò, si abbracciarono con affetto assai più che amicale e lui la baciò sensualmente sulla bocca.

“Papà, ti sei innamorato di Elena?”

“Sì, Lucia; è per questo che ho voluto pranzare con te fuori casa; ti turba la cosa?”

“Certo che mi turba, mi esalta, mi fa felice, mi emoziona; posso abbracciarti, amica mia?”

“Beh, ti confesso che un poco di paura ce l’avevo, a dirti la verità; guarda che non è finita … “

“Altra sorpresa?”

“Sì; questo è Arturo, nostro figlio, cioè il tuo fratellino e, se preferisci essere legalmente corretta, il tuo fratellastro … “

“Papà, Elena, avete un figlio già grande? Quale fratellastro? Se andate a vivere insieme, io sto con voi e con mio fratello; non ti azzardare a sporcare una cosa così bella; quanti anni ha?”

“Poco più di due anni; lo abbiamo voluto e atteso non sai con quanta gioia; e non sai come sono felice che tu non abbia risposto male alla sorpresa; ci tengo tanto a te e vorrei essere tua amica, se me lo consenti.”

“Io esigo che tu mi sia amica, sorella, guida culturale, tutto quello che posso rubarti di affetto e di esperienza sarà mio, compreso il fratellino meraviglioso.”

“Quindi, se mi separo da tua madre, non ti perdo?”

“Nessuno dei due mi perde; io non posso dimenticare che è mia madre, con tutte le colpe che ha, con tutto il male che ha fatto e che fa; ma tu sei il mio riferimento, il mio approdo, il mio tutto; quello che tu ami lo amo con la stessa intensità; so che hai sopportato tua moglie per non farmi male lasciandola; stamane dovevo capirlo che c’era un motivo per la dichiarazione che hai fatto e per questo invito.

Adesso però, sono io che devo avvertirti che devo fare una cosa spiacevole per voi; non posso fare finta di non sapere; devo dire a mamma che il suo tempo è finito e che deve trovare una sua strada lontano da noi; mi hai insegnato la lealtà come fondamento dell’etica e non posso essere sleale con mia madre, qualunque cosa sia lei.”

“Lucia, è così scontato che potevi anche non dirlo; tuo padre ha sofferto molto questa situazione di strano equilibrio; io non ho mai insistito per una vita di coppia; Arturo è una certezza che vale assai più di un certificato che fra qualche giorno sarà carta straccia; avremo tempo per valutare; ti convince una famiglia anomala con due conviventi e due figli di lui ma di madri diverse?”

“Elena, le famiglie allargate sono ormai una realtà; solo mio padre è monogamo e, quello che è peggio, sua moglie è una bambina capricciosa che interpreta a modo suo quello che ha imparato; capisci, papà, che lei interpreta l’indissolubilità solo nel suo interesse e il sesso come un suo diritto di libertà che ti esclude completamente?”

“Dolcissima figlia mia, l’hai detto or ora; quando tua madre perse la Trebisonda, tu eri minorenne e lei minacciava di portarti via; quando sei diventata maggiorenne, non mi interessava separarmi perché avevo la doppia vita; ora però Magda è fuori da ogni possibile sopportabilità; ho paura, ma solo di non controllare la mia ira e di farle molto più male di quello che merita. Tua madre è malata, avrebbe bisogno di andare in analisi, ma non lo ammetterà mai; io sono stanco di sopportarla; parlaci tu.”

Pranzarono con gusto; nel pomeriggio, Lucia avrebbe dovuto prendere il treno per andare all’Università; Marco poteva accompagnare sua figlia e poi raggiungere Elena per la cena; con uno scarto improvviso, chiese a Lucia se le facesse piacere mostrargli il monolocale che aveva comprato per lei da quando era andata all’università; Lucia lo guardò meravigliata.

“Senti, Elena, tu adesso vai a casa, io accompagno Lucia e ti raggiungo; al tramonto, anziché lasciarla alla stazione, la accompagniamo all’Università; basta un’oretta di viaggio; ceniamo per strada, poi torniamo a casa nostra; che ne dici?”

“Marco, andiamo; sarà l’occasione per stare insieme ancora qualche ora; ho idea che Lucia dovrà sfogarsi un po’ … “

“Perfetto, papà, così mi spupazzo il fratellino durante il viaggio. Allora, a più tardi, Elena.”

“Marco, ti aspetto a casa; preparo il caffè o ti fermi da Magda?”

“No; papà torna da te; devo parlarci occhi negli occhi; lui farà bene a coccolare te o gli succede lo stesso che con mamma … “

“Piccola, io so leggere le coccole anche nei gesti più strani; sai, prima di diventare anche la sua donna, ero già molto amica, complice e socia in affari; le sue coccole le leggo anche nella guerra che fa ai traditori, facendogli sparire i capitali accumulati off shore; un giorno ti spiegherò anche questi meccanismi che per un’economista abile sono importanti.”

“Quindi, tu sapevi di cosa parlava Caino … “

“Anche sua moglie Maria sapeva ma non gli ha detto niente; i suoi beni sono distinti e separati; ma queste bassezze per ora non ci interessano; andiamo a casa.”

Marco lasciò la figlia sul portone e tornò dalla sua donna; Lucia entrò e trovò sua madre ancora in accappatoio; davanti, aveva una scatola di tonno, vuota, e fette di pane; aveva risolto il pranzo così.

“Mamma, dobbiamo parlare molto seriamente … “

“Di cosa dovrei parlare seriamente con una figlia che non mi degna neppure di attenzione?”

“Mamma, spero che tu stia recitando una pessima parte; il tuo tempo è scaduto; devi rinunciare a matrimonio e famiglia … “

“Perché dici questo? Marco non mi ha cacciato e so che non mi caccerà mai; cederà, prima o poi … “

Aprì il telefonino e le mostrò le foto di Marco, di Elena e di Arturo.

“Mamma, capisci che in questi anni papà ti ha sopportato perché amava un’altra donna meravigliosa … non ti azzardare a sputare una delle tue solite offese, se non vuoi che ti tolga anche l’affetto filiale! Quello, se non capisci, è mio fratello, il figlio di mio padre e della sua donna; non c’è spazio, per te, nella nostra vita; quattro anni girando per motel e alberghetti, facendo le peggio cose e ancora ti illudi? Mamma, vai da un buon analista; tu sei molto malata, credimi.”

Magda era davvero affranta; si piegò, fisicamente addirittura, sotto il peso delle verità che sua figlia le aveva sbattuto in faccia; ebbe un attimo di rigurgito di orgoglio e avvertì che ‘gli farà guerra, lo porterà in tribunale e lo costringerà a rendere conto della bigamia di fatto vissuta per anni’; Lucia ne aveva le tasche piene e fece per lasciarla alle sue stupide elaborazioni mentali di una realtà tutta sua; Magda la fermò spaventata; sua figlia era l’unica cosa rimasta, di un grande amore calpestato.

“Cosa posso fare adesso?”

“Ti cerchi un alloggio; oppure andiamo via noi e ti fai carico di questa casa, un carico non leggero per un’impiegata statale … sta’ zitta; ormai i professori siete ridotti a impiegati inferiori … la terza ipotesi è che un amante danaroso ti accetti come mio padre ha fatto per anni, e che ti consenta lo stesso benessere … “

“Dici che, visto che ho fatto la puttana, tanto vale che lo faccia per mantenermi nel lusso?”

“Se hai altre ipotesi … “

Non ne aveva; si ricordò del viscido amante che le aveva proposto un regime da cuckold in cambio di benessere e valutò che fosse la scelta meno peggiore; gli telefonò e, per buona sorte, lo trovò immediatamente pronto a riceverla nella sua villa; se voleva, passava a prenderla; fece appuntamento da lì a due ore, per mettersi in ordine; fu puntuale e, due ore dopo, salutò sua figlia chiedendole di non dimenticarla; si potevano incontrare nel fine settimana almeno per un aperitivo; sparì nel nulla.

Lucia preparò il bagaglio, avvertì suo padre e poco dopo erano in macchina diretti all’Università; lo avvertì che sua madre era andata via, con un protettore col quale avrebbe fatto una vita di eccessi; Marco conosceva il tipo e sapeva che già avevano scopato; augurò alla ormai ex moglie buona fortuna e, sulla statale, si fermò ad una ‘frasca’ dove cenarono a bistecca e insalata accompagnate da un buon vinello.

In auto, il discorso scivolò sulle esperienze sessuali di Lucia che confessò di avere un ragazzo fisso ma di essersela spassata assai; Marco era perplesso quando sentiva parlare di sveltine in bagno e di car sex; Elena lo derise un poco; lui forse neanche capiva che sua figlia non gli voleva solo bene, ma che lo amava, anche se per cultura non arrivava a pensare all’incesto; lui chiese alla figlia se davvero lei qualche volta avesse avuto pensieri cattivi … lei ribatté che ogni volta che scopava, pensava a suo padre.

Da quando era adolescente, aveva sognato di vedere il cazzo di suo padre, ma soprattutto di vederlo in azione quando, dalle pareti comunicanti, sentiva che stava scopando con sua madre; stargli seduta vicino e guardarlo riempire d’amore Magda era il sogno accarezzato fino a poco tempo prima; adesso, naturalmente, desiderava vederlo amare Elena; la dichiarazione della donna la sorprese.

“Marco, io sono più giovane di te e ho vissuto quello di cui parla Lucia; adesso tu continui a guidare, io ti faccio una sega e tua figlia vedrà che mazza è quella che l’ha fatta nascere … “

“Ti prego Elena; non voglio provocare un incidente … “

“Marco, svolta nel primo sentiero tra i campi e cerca un posto sicuro; adesso davvero voglio realizzare il mio sogno; ti giuro che non cercherò di fare sesso con te; ma se mi fate guardare come lo fate voi, sarà il massimo della vita.”

“Marco, fai felici due persone; sarà il mio festeggiamento per l’incontro con una cara amica, alla quale non voglio tenere segreto niente; se vuole vederci scopare, non puoi tirarti indietro; sperimenterai anche il car sex con la tua donna  … “

Non seppe resistere e prese il primo sentiero che incontrò; lo percorse tutto fino ad una casa abbandonata e distrutta; sul percorso, Elena aveva aperto la patta e tirato fuori il cazzo duro; Lucia osservava con attenzione e ammirò la mazza di suo padre, che trovò assai interessante; allungò una mano sul viso della donna e giocò con un dito sulle labbra; l’altra prese in bocca il dito e lo succhiò lussuriosamente, mentre masturbava il compagno che si distendeva sul sedile per favorire l’erezione.

Lucia accompagnò la testa di Elena che si piegava sul cazzo; ammirò la sapienza con cui teneva le labbra strette, quasi a far violare una figa vergine dal cazzo arrapato; portò una mano lungo la schiena fino alla minigonna che prese per la falda e fece scivolare fino alla vita; infilò la mano fra le natiche di Elena e catturò la figa nel palmo; il medio partì da solo, spostando lo slip, e premette il clitoride; il gemito della donna, soffocato dal cazzo che stava pompando, segnò il piacere che la ragazza le dava.

Marco conosceva l’infinita dolcezza della fellazione di cui era capace Elena, ma sentiva esaltate al massimo le sensazioni dalla coscienza che lo stava guardando, eccitata, sua figlia per la quale più volte aveva provato l’istinto a sentire almeno il sapore dei baci che dava ai suoi ragazzi; senza che se ne rendesse conto, l’estasi che provava gli fece confessare quanto avrebbe desiderato sentire il sapore della bocca di sua figlia mentre era eccitato.

Elena fermò il pompino e guardò con aperta intenzione la ragazza; Lucia prese la testa di suo padre, la ruotò un poco verso di se e gli stampò sulle labbra il bacio più arrapato che avesse mai dato; la lingua scattò da sola e dopo un attimo sentiva la dolcezza delle sue papille incontrare la ruvidezza della lingua, grossa, carnosa, desiderosa, di lui che non esitò a ribattere colpo su colpo, linguata su linguata; la salivazione si fece intensa e i due si bevvero letteralmente, mentre esploravano le bocche reciprocamente.

“Marco, sai di tabacco, di maschio, di buono, di amore!”

“Lucia, fermiamoci qui; tu sai di fresco, di giovane, di fragola, di erbe spontanee; ti prego, non arriviamo all’incesto … “

“Non ci arriverete, perché adesso ti sposti sul mio sedile e mi scopi fino a svuotarmi; vi amo, maledetti, con tutte le facoltà fisiche e mentali; adesso mi fate godere tutti e due, Lucia sulle tette e tu col cazzo in figa.”

Lucia era rimasta spiazzata dalla verifica della sessualità di Elena; la donna tutta garbo e compostezza, imperturbabile, era una femmina calda e passionale quando si accostava al sesso; la vide abbassare lo schienale del suo sedile, tirarsi su fino alla vita la gonna e stendersi a gambe divaricate; Marco, che qualcosa doveva avere sperimentato, le ruotò sopra, spostò lo slip e le infilò il cazzo profondamente in figa; l’urlo di piacere di lei fu soffocato dal bacio che si scambiarono.

“Cazzo, che bella figa hai!”

Era stato Marco ad esclamarlo quando, girando lo sguardo, aveva visto sua figlia a gonna alzata infilarsi in figa tre dita e masturbarsi alla grande; gli orgasmi dei tre furono quasi unisoni; lui scaricò nella vagina di Elena una lunghissima sborrata a cui corrispose, con un urlo disumano, quella di lei, seguita a ruota da Lucia che il suo urlo soffocò coprendosi la bocca; si trovarono abbandonati senza forze sui sedili; il bambino dormiva serafico mentre intorno il sesso si scatenava.

Si ricomposero alla meno peggio e Marco riprese la strada verso la città; fu il primo a parlare per esprimere la gioia immensa per avere sperimentato qualcosa che alla sua gioventù era mancato, perché comprò la prima auto quando già era sposato e Lucia era nata; aveva sperimentato la passione irrefrenabile della sua compagna e l’amore fisico di sua figlia; ma era felice di non essere arrivato alla penetrazione; il bacio era stato stratosferico e valeva una grande scopata.

Elena chiese a Lucia se avesse un ragazzo fisso e se si lasciasse andare a trasgressioni; le disse che anche lei aveva praticato pompini, scopate a pecorina e inculate nei bagni dei bar e delle discoteche, quando era molto più giovane; poi si era calmata e aveva scopato con criterio e raziocino; da quattro anni era monogama e fedele per amore; Lucia le confidò di avere fatto qualche piccola trasgressione nei bagni, ma che da alcuni mesi era felicemente innamorata e fedele come le aveva insegnato suo padre.

Marco, leggermente stordito da rivelazioni del tutto impreviste, chiese provocatoriamente se per caso non dovesse riabilitare il comportamento di Magda.

“Papà, non dire stupidaggini; li siamo di fronte ad una patologia; mamma è convinta che tutto quello che ha fatto fosse perdonabile perché ti sei proclamato innamorato; continua schizofrenicamente ad offenderti nei fatti e nei discorsi, ma poi pretende in cambio amore e devozione; noi stiamo parlando di un naturalissimo bisogno di sesso all’interno di un amore vero e limpido; anche tu ti scaldi, e non poco, quando fai sesso; ma all’interno di un amore profondo.

Io non troverei nessun motivo valido se tu non amassi una donna della qualità di Elena; se ti conosco, saresti capace di passare anche su un momento di folle passione, per una scopata adulterina; ma Elena è straordinaria, come compagna, come amica, come sorella, come amante; io non la cambierei con niente e con nessuna; decidete di stare nella nostra vecchia casa o vai a stare da lei? Sai, devo sapere dove andrò a passare i prossimi fine settimana.”

“Lucia carissima, diciamo che dove saremo io, Arturo e Marco, lì sarai anche tu; mi piace l’idea di una famiglia con tante diversità, a cominciare dall’età dei figli; mi piacerebbe che fossimo anche più legate, insegnarti il lavoro che sarà tuo, tenerti vicina, ma senza i rischi di lesbismo che mi hai fatto sfiorare, perché ti voglio fin troppo bene … “

“Non temere; te l’ho detto; madre no ma sorella si; amante no ma amica, profondamente amica, ad ogni costo; mi sarai mentore e socia, complice e pilastro; tieni presente che la figura femminile di mia madre è stata prima sfuggente poi da condannare; voglio trovare con te il gusto dell’amore, anche filiale, e dell’amicizia; avremo i fine settimana per dirci ogni volta tutto quello che dovremo; papà, ho promesso a mamma che, quando sarò da te, le riserverò il tempo almeno di due chiacchiere.”

Arrivati a destinazione, Marco ed Elena osservarono il locale dove la ragazza abitava e, soddisfatti, tornarono indietro; andarono a dormire da lei, col loro bambino, mentre sua moglie apriva il nuovo capitolo della sua vita.

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