Formazione … deviata

Chapter 3 - La terza piazza 1

Nella 'scuola di sesso' è il momento dlele trasgressioni con altri; lei però anticipa i tempi e sceglie da sola i partner; lui se ne risente perhè vede incrinato il suo ruolo di maschio Alfa.

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geniodirazza

1 year ago

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Formazione … deviata 3 “La terza piazza 1”

Per un paio di mesi, quanto durò lo step previsto da Carmen, ci sbizzarrimmo a copulare con tutti i criteri che mia moglie determinò sulla base delle cose apprese nell’ultimo ‘incontro formativo’; fermi restando gli appuntamenti col sesso il martedì e il fine settimana, la novità fu che adesso lei veniva in camera decisa a mettere in atto quanto aveva appreso e che le era piaciuto della nuova dimensione del rapporto sessuale, come lei lo aveva maturato.

Il fellazione e il cunnilinguo erano gli esordi dei preliminari che non potevano assolutamente mancare; molto spesso si arricchivano perché, per farsi succhiare la vulva, dopo che l’avevo fatto con lei sdraiata supina sul bordo del letto, si girava carponi e offriva alla lingua sedere e vulva ben aperti, allargando con le mani le natiche per meglio farmi accedere; molte volte, intervallava con saporiti sessantanove, dove la sua abilità nella fellazione e la mia nel cunnilinguo trovavano il massimo spazio.

Dopo lunghe leccate delle tette e succhiate di capezzoli qualche volta si sdraiava supina e mi invitava a montarle addosso per dedicarsi alla spagnola, combinata con la fellazione, che la dilettava immensamente; le copule svariavano tra la missionaria classica, la pecorina e le penetrazioni anali più violente; dopo le prime volte da dietro, le insegnai a farsi penetrare nel retto faccia a faccia, con le gambe strette intorno al mio collo e cuscini sotto i lombi, oppure dall’alto, quasi rovesciata con le spalle sul letto.

Naturalmente, divennero un suo cavallo di battaglia, a cui aggiunsero poi gli anali da dietro, stesi a cucchiaio sul letto, su uno dei fianchi, tenendo sollevata la gamba inattiva; per penetrarsi sia nell’ano che in vagina, aveva presto imparato a montarmi da cavallerizza, con la faccia rivolta alla mia o verso i piedi; la stessa cosa faceva quando si sbizzarriva a copulare seduti su una poltrona o su un divano; era diventata un’artista a spararsi enormi masturbazioni mentre copulava.

Dopo un paio di mesi di esaltanti copule, più volte a settimana, non mi fu difficile aspettarmi che venisse fuori con proposte di uno step successivo; la cosa un poco mi preoccupava, per i varchi che le trasgressioni potevano aprire e nei quali non sapevo cosa potesse infilarsi; il momento prevedibile arrivò un sabato sera quando, dopo avere fatto sesso con enorme gusto per alcune ore, mi chiese a bruciapelo.

“Peppe, che cos’è la ‘terza piazza’? Ti prego, non darmi risposte da idiota a stupida; ne ho sentito parlare da colleghe note per i costumi libertari e immagino che si riferisca a una forma di trasgressione.”

“Temo di dover essere ironico, con una professoressa di italiano; in un letto a due piazze dorme una coppia, sposi, amanti, compagni o altro; se si aggiunge una terza piazza, solo ideale, è chiaro che un terzo elemento si inserisce nella coppia e partecipa alla loro attività sessuale … “

“Lo hai mai fatto?”

“Sì, Carmen; mi è capitato un paio di volte di copulare con donne sposate il cui marito voleva ‘essere della partita’; è superfluo dirti che quei mariti sono i ‘cornuti contenti’ perché accettano che le mogli copulino con un amante davanti e insieme a loro; va da se che ci possono essere casi in cui la ‘terza’ è una donna; in quel caso il ‘fruitore ufficiale’ del letto si trova a dover soddisfare due femmine, la sua e l’altra; in questi casi, quasi sempre, le donne sono almeno leggermente lesbiche e copulano anche tra di loro.”

“I due maschi, nel primo caso, sono gay?”

“No, i gay le cose le fanno solo tra di loro; non accettano neppure le lesbiche; però il maschio accoppiato può essere bisex e, in quel caso, il bull, come si chiama lo stallone della terza piazza, deve provvedere a possedere analmente anche lui, oltre a copulare ed a penetrare nel retto la femmina. … Perché questa curiosità?”

“Mi chiedevo se e quanto ti incuriosisse, questa trasgressione … “

“Non mi ispira nessuna curiosità; ho partecipato a sedute da bull, ma era all’interno di un rapporto convinto con la lei, con la piena adesione di lui; in pratica, lei lo tradiva perché ne sentiva la voglia e l’esigenza, lui non faceva problemi perché l’amava e voleva salvare il matrimonio; lui le chiese di farlo partecipare a una copula ed io stetti al gioco; ma sapevo di contribuire a tenere in vita un rapporto matrimoniale, come quando copulavo la moglie senza il marito. … Mi dici la verità, per favore?”

“A me invece la curiosità è scattata; visto che avevamo parlato di possibili trasgressioni, la prima che mi è venuta in mente è questa …”

“A quale delle varianti ti riferisci quando dici ‘questa’?”

“Non me lo sono posto, il problema; se non ti va giù l’idea che io faccia sesso con un altro, in segreto o in tua presenza, è chiaro che resterebbe solo quella di portarci nel letto un’altra donna e farti copulare con tutte e due … “

“Carmen, ti prego di ricordare che ti avevo avvertito sulla pericolosità delle trasgressioni; quando il piacere fisico diventa mania, il minimo che si rischia è la degenerazione e la fine dei giochi. Io non ho mai espresso, con te, nessuna voglia di aggiungere una donna al nostro ménage; non vedo come ti sia venuta in mente questa idea, a meno che non sia tu ad essere incuriosita dall’ipotesi di un incontro saffico; anche questa ipotesi, bada, è gravida di pericoli … “

“E’ questo, di te, che comincio a sentirmi pesare; tutto deve essere logico, razionale, ispirato al buonsenso; poiché sei bravo nella dialettica, dimostri sempre che la tua versione è quella giusta; se io, per caso, avessi voglia di fare qualcosa seguendo la fantasia, l’irrazionalità, l’utero insomma, so già che mi troverei disarmata ad affrontare la tua logica fatta di impegni, di regole, di obblighi e di limiti; capisci che potrei decidere di farlo alle tue spalle e tradirti, come già mi hai avvisato con la tua logica?”

“Carmen, bada che il libero arbitrio è la possibilità di fare, ma anche di sbagliare; io ti avvisavo solo che, se vai oltre i limiti di sopportazione, io traggo le conseguenze ed uso le leggi; una di queste prevede il divorzio; segui l’utero e accetta l’idea che potrebbe portarti al divorzio; stai qui a chiedere in continuazione spiegazioni e indicazioni, poi mi dici che potresti farmi le corna; fammele, ma ricorda che le corna possono ferire e ammazzare, quanto meno l’amore e il matrimonio.”

“Dai, non prendere cappello; volevo solo farti notare che c’è molta arroganza nelle tue dimostrazioni dialettiche … “

“Come c’è ancora più arroganza in te che mi chiedi informazioni su cose delicate che poi vorresti impormi come scelta obbligata; dimentichi che per quindici anni sei vissuta nella bambagia e che ti ho svezzato solo perché ti amo e volevo salvare, anzi rendere più saldo, il nostro matrimonio? Sei una professoressa di italiano; sottolinea l’immensa differenza tra ’libertarismo’ e ‘libertinaggio’; se vuoi essere libertaria, esercitare la tua sacrosanta libertà, io ti sono a fianco, sempre; se la tua libertà diventa libertinaggio, te ne assumi tutta la responsabilità.”

“Non c’è niente da fare; sali in cattedra e dai lezione di vita . “

“Cosa mi hai chiesto, quando hai voluto sapere della terza piazza? Io penso che chiedessi una lezione di vita; te la do, non ti conviene e sono arrogante; cosa ti aspettavi che facessi? Che ti dicessi ‘cara, adesso vado a prendere un bull, te lo porto nel letto e tu mi riduci a schiavo del tuo sesso’?”

“No, hai sempre ragione tu, maledetto; avrei dovuto dire la verità; è il lesbismo che mi incuriosisce; si parla tra le colleghe di una giovane supplente bisex che pare abbia già ottenuto di finire a letto con una insoddisfatta del matrimonio; ha realizzato la famosa terza piazza ed ha cementato il matrimonio facendosi penetrare dal marito di lei e copulando con lei che ha scoperto una sua vena saffica e dice che la cosa non le è dispiaciuta; non è omosessuale ma apprezza anche le donne.”

“Carmen, ti accorgi che, per una qualche confusione, per incertezze e per non so che, finisci per scatenare il mio istinto bellicoso? Sincerità significa dire la verità anche quando è spiacevole; tu, forse per pudore, forse perché non la conosci neppure tu, la dici sempre a metà e io devo ricostruirla; vuoi sperimentare se ti piace l’amore saffico? Vuoi provare a rafforzare il nostro rapporto, ma a modo tuo e non secondo le mie regole, per te troppo rigide? Vuoi fare un’esperienza trasgressiva? Ti sei chiesta quale sia la verità autentica? Ti sei data una risposta? Perché non dici quella?”

“Non lo so; davvero non so quale sia la vera ragione per cui ho parlato; forse è un misto di quelle che hai detto; mi piacerebbe proporti qualcosa che valesse a rafforzare il nostro rapporto; questa la vedevo come ipotesi praticabile; sono curiosa di tutto quello che riguarda il sesso; l’amore saffico ne fa parte; ne fa parte anche vederti copulare un’altra donna davanti a me; ne fa parte anche copulare con un altro senza tradirti, ma anche gustare il piacere della trasgressione ai tuoi principi … “

“Allora, su questo versante, non ho molto altro da spiegarti; sai cosa è la terza piazza; sai quali caratteristiche suppone e quali conseguenze può avere; sei libera e libertaria, vale a dire difensora della libertà; esercita il tuo arbitrio e proponi; ti chiedo solo di sapere che rischi corri e di chiederti fin dove vuoi azzardare; ma queste considerazioni le farei a qualunque amica mi chiedesse consiglio, non faccio il maschio dominante.

Adesso però, dormiamo perché ci siamo già esauriti troppo, col sesso e con le parole. Buonanotte.”

Come era nel suo stile, attese alquanto prima di arrivare ad una decisione; capii che era molto combattuta, perché nelle settimane successive facemmo l’amore puntualmente, ma l’entusiasmo si era di colpo affievolito; dopo due serate di ‘copula del bancario’, in cui tornammo all’obsoleto sistema della missionaria frettolosa e via, mi resi conto che forse qualcosa si era rotto, tra noi; mi trovai a parlarne con Laura un venerdì sera quando tornò dall’Università e, visto il mio stato, mi propose una pizza.

Carmen si era inventata un lavoro straordinario e ci aveva chiesto di arrangiarci con la cena; Laura, dimostrando straordinarie antenne, mi chiese cosa si fosse spezzato; le spiattellai tutto sui rapporti tra me e sua madre; sapevo che era in grado di ascoltare e di capire; condivideva i miei sospetti sulla fedeltà di sua madre e si limitò a ricordarmi che, da insegnante, lei non rischiava niente, con una separazione; piuttosto mi chiese di tenerla con me per garantirle la laurea e, poi, il lavoro.

Mia moglie mi sorprese enormemente; il martedì successivo, senza che ne avessi alcuna avvisaglia, si fece trovare a casa, quando tornai dall’ufficio, con una bella ragazza piuttosto giovane, un fisico asciutto e ben carrozzato, atteggiamento e abbigliamento ‘alla Laura’ vale a dire disinvolto e disinibito, già mezza discinta, come mia moglie in vestaglia e senza intimo; le baciai appassionatamente sulla bocca, mi liberai del grosso degli abiti, andai in bagno e mi ficcai sotto la doccia.

All’uscita, con solo l’accappatoio sulla pelle nuda, le trovai in camera già impegnate in un vigoroso 69; Carmen aveva fatto tesoro di tutti gli insegnamenti e si dedicava alla vulva della ragazza con la stessa enfasi con cui sapevo che si dedicava a succhiarmi il fallo; stesa sotto di lei, le teneva le natiche aperte per mettere in luce l’ano decisamente provato e la vulva ancora fresca e giovanile ma non esente da prove e manipolazioni.

Lasciai cadere l’accappatoio e mi accostai nudo al letto; incontrai immediatamente lo sguardo interrogativo di Carmen che, da sotto il sedere bellissimo della rossa, sembrava chiedere se fossi d’accordo con la sua iniziativa; infilai il fallo, in un solo colpo, nella vulva della ragazza sfiorando appena la lingua di mia moglie impegnata a leccarla; tentò di impossessarsi della mazza ma non le diedi tempo per farlo; sfilato dalla vulva, il fallo inumidito affondò di colpo e con violenza nel sedere della rossa.

La possedetti con furia selvaggia; ebbe delle iniziali reazioni di rigetto; poi si adattò progressivamente alla mazza e credo che ad un certo punto godette, perché Carmen fu inondata dal suo squirt, provocato forse dalla leccata di lei o forse dal mio anale; decisi di non eiaculare e, dopo il suo squirt, sfilai il fallo dal sedere e mi sdraiai a fianco a loro; mia moglie si precipitò a prendere in bocca il sesso ancora duro; la ragazza si rilassò un poco poi si venne a sedere sul mio viso e si fece succhiare a lungo.

Mi sollazzai con lei per un po’ di tempo; quando Carmen le montò sopra, a 69, offrendo il sedere con evidente richiesta di essere penetrata, la ignorai decisamente, passai dietro all’ospite e infilai il fallo in vulva, ancora una volta facendolo scivolare sulla lingua di Carmen che le succhiava il clitoride; la cavalcai con forza sovrumana, con la chiara intenzione di farle sentire la mazza fino in fondo; i testicoli battevano metodicamente sul suo viso e Carmen li inseguiva almeno per succhiare.

La ragazza, bisex dichiarata, doveva avere anche un pizzico di masochismo in se, perché godeva specialmente quando la schiaffeggiavo con forza, lasciandole i segni, sul sedere o sulle cosce e, più picchiavo duramente in vulva, più gemeva di piacere; alla fine, esplose in un secondo squirt che stavolta allagò seriamente la bocca di mia moglie che non lo ingoiò ma lo sputò sul lenzuolo; ci sdraiammo ancora allineati con al centro l’ospite; la presi per i capelli e le portai la bocca sul fallo.

“Fammi godere come non hai mai fatto!”

Le imposi con violenza; mia moglie, che si riteneva depositaria di quel diritto, diventò verde di bile, ma dovette fare buon viso a cattivo gioco; tentò in tutti i modi di condividere il fellazione; la presi per i capelli e la costrinsi a succhiare la vulva della ragazza, mentre questa mi deliziava con la sua bocca esperta; impiegai molto poco ad eiaculare, visto che l’avevo già posseduta in vulva e nel sedere; le inondai la bocca; al temine, rimisi l’accappatoio, mi allontanai e mi rivestii.

Mi raggiunsero dopo poco in cucina mentre versavo nella cuccuma il caffè appena fatto; mia moglie mi chiese se mi ero incavolato per la sua scelta autonoma; le risposi che avevo fatto onore all’ospite; la ragazza mi sorrise e assentì; nessuno fece riferimento al fatto che, delle due, una era stata totalmente da me trascurata; quando la ragazza andò via, lei mi chiese se avevo punito una sua scelta arbitraria; mi limitai a dire che, libera lei di portarsi a letto la ragazza, libero io di copulare con chi mi andava.

Stavolta tardò meno per riproporsi; dopo circa un mese mi ritrovai ancora nella situazione di dovere affrontare lei e un ospite, stavolta un maschio, che era talmente ordinario da non lasciarmi nessuna impressione o memoria; come per la ragazza, nemmeno il nome mi fece conoscere; semplicemente, quando, entrando, la trovai con lui in cucina, lui seminudo e lei in vestaglia, mi comunicò che aveva scelto il maschio per la ‘terza piazza’ e che dovevo accettare di copulare in trio con lui; non obiettai.

Andai anche stavolta in bagno e mi feci una doccia veloce; uscii in accappatoio e andai in camera, dove li trovai intrecciati a montarsi a missionaria; mi sdraiai a fianco a loro; lui ebbe il buonsenso di rovesciare la coppia, perché stava cavalcandola da sopra; quando mi accostai e appoggiai il fallo sul suo sedere, fu preso dal terrore che intendessi stuprarlo e si affrettò a ribaltare la situazione; in un attimo, mi trovai di fronte al sedere di lei ben evidente, impalata com’era sul notevole fallo di lui.

Il sangue mi andò alla testa; per la seconda volta aveva calpestato il principio di sincerità e di lealtà, obbligandomi ad una situazione di cui non mi aveva detto niente; le spinsi il fallo nel sedere, con una violenza che non ritenevo compatibile col mio carattere; l’ano si lacerò, probabilmente, e i testicoli andarono a sbattere su quelli di lui; per un attimo, rimase a bocca spalancata, cercando aria per respirare; poi l’urlo arrivò sino alla piazza.

La ignorai completamente e cominciai non a montarla ma a sbatterla come una bambola; l’altro godette della situazione e si eccitò del dolore di lei; addirittura, ironizzò che lei, abituata al mio fallo nel sedere, si era spaventata per una semplice doppia penetrazione; i suoi buchi erano avvezzi alle scopate, quindi non vedeva motivo perché protestasse; il discorso mi colpì come una mazzata; lui sapeva che lei era sfondata, quindi copulavano già da tempo, evidentemente.

“Peccato che tu non abbia provveduto prima; non sarebbe stata sorpresa da me impreparata!”

“Non c’è stata occasione, altrimenti sarei stato felice di svezzarla io alla doppia … “

Guardai negli occhi Carmen, torcendole dolorosamente il collo; lessi sfida nel suo sguardo e decisi che avrei agito da carogna, assai peggio di lei; intanto, la cavalcai senza limiti e senza freni; frenai l’orgasmo almeno una decina di volte per continuare a violentarla dappertutto; dopo averle massacrato il sedere, quando lui chiese di scambiarci di posto, le sbattei in vulva il fallo e non mi presi nessuna cura del suo clitoride; la vedevo cupa e dolorante, ma determinata a stringere i denti; volli farle male.

Come non mi era mai capitato di fare, con nessuna delle donne con cui avevo copulato, infilai il fallo nella vulva mentre lui la montava da sotto; anziché entrare nel sedere come si aspettavano, le slabbrai la vulva entrandoci in doppia anch’io; vidi la meraviglia sul viso di lui e il dolore represso dalla tigna in quello di lei; peggio ancora, quando lui la fece sedere sulle sue cosce e le piantò il fallo nel sedere, io entrai nello stesso foro, con l’aiuto di uno speciale lubrificante che mia moglie aveva adottato.

Sentii lo sfintere che collassava ma cinicamente spinsi il fallo fino in fondo; lui le stava alle spalle, ma io chiaramente vedevo le smorfie di dolore a cui resisteva con la tigna e le lacrime che le rigavano il volto; perfidamente, spingevo a fondo con colpi che la squassavano; lui eiaculò ed era la terza volta che lo faceva; io resistetti ancora e continuai a martoriarla nel sedere e nella vulva, che investivo insieme; cedetti solo quando con voce rotta mi pregò di smettere perché non ne poteva più.

Mi rifugiai in cucina, in accappatoio, e preparai il caffè; l’ingenuo amante di lei ebbe l’improntitudine, senza conoscere la realtà, di dire che era contento che ci fossimo chiariti; non lo salutai nemmeno, quando si congedò; lei gli promise che si sarebbero rivisti.

“Quindi mi fai le corna da molto e quello è il tuo amante … “

“Quello è un fallo che mi piace e che mi intriga; sono libera di fare quello che hai fatto per dieci anni … “

“Ed io sono libero di trarre le conseguenze … “

“Se chiedi la separazione, esigo un assegno stratosferico … “

“Carmen, non te la prendere; sei una donna di grande intelligenza ma, come hai detto tu stessa, il fallo ti sballa e mi costringi a darti lezioni. All’avvocato che ti rappresenterà, se andremo a processo per la separazione, fai presente che mi avete costretto a firmare un accordo per il regime di beni separati; tu hai lo stipendio di insegnante; vivrai di quello; Laura viene a stare con me; guadagno quattro volte più di te; mi sa che dovrai restringerti un poco; non credo che il tuo amante possa mantenerti nel lusso.”

“Sei la solita carogna opportunista; la logica è lo strumento per fare il maschio alfa … “

“A proposito di esigenze di maschio, non sei riuscita neppure a farmi godere … “

Diventò rossa come un peperone e vidi chiaro che dovette fare uno sforzo enorme per imporsi di non spaccarmi in testa il vaso di cristallo al centro del tavolo; mi ero attaccato al telefono e stavo chiamando la sua amica Mirella.

“Ciao, amore, la stupida mi ha lasciato a secco, aveva il suo amante da coccolare; che ne dici di andare a cena e offrirmi la spalla per piangere? … Quello lo davo per sottinteso; ho ancora i testicoli che mi scoppiano; devo scaricare tutto quello che mia moglie non è in grado di esaurire; quindi, cena e dopocena. Fra un’ora passo a prenderti.”

“Che fai, ora?”

“Quello che fai tu, esprimo la mia libertà di vita e di copula … mia cara!!!!!!”

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