La piccola troia di famiglia

Chapter 3 - In compagnia di mio fratello - 1

Quella bagascia di Veronica non solo non mi ha aiutata con Davide, ma si è fatta pure comprare la maglietta che piaceva a lei, e sta facendo furore sui social mostrandola. Devo convincere mio fratello a portarmi a comprarle pure io, così da batterla con i like.

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I miei medio e indice scivolano attorno al clitoride in erezione, lo accarezzano, lo coccolano. Una scarica di piacere scocca dall’inguine e si conficca nel cervello. La schiena si contrae e si stacca dal letto.

Cerco di trattenere un gemito ma sfugge dalle mie labbra. Crollo sul materasso, la coperta si sposta e scivola sul pavimento.

Lancio un’ultima occhiata al cellulare, contemplo William sullo schermo accanto a Paola. Ragazza fortunata! Il cuore mi si colma di desiderio, il bisogno di godere riempie la mia mente. «Ti amo, Will», sussurro tra un ansimo e l’altro. Il cuore mi batte come se stessi correndo, sembra volermi uscire dal petto.

Lascio il telefonino sul letto e mi prendo una tetta. È dura, stringerla è come gettare benzina nella fornace di piacere che sta bruciando dentro di me. Voglio che siano le mani di William a prendere le tette, voglio che me le stringa mentre il suo cazzo sprofonda tutto nella mia figa bagnata.

La mano scatta sul mio inguine, due dita scorrono le grandi e le piccole labbra, sprofondano nella vagina che sbocca desiderio liquido in tutta la vulva e inizia a colare tra le gambe e fino alle chiappe.

Devo infilarmi qualcosa anche nel culo, la prossima volta…

Inizio a fottermi, le dita s’immergono nel mio sesso fino alle nocchie, si muovono con violenza. William mi prenderebbe così, le sue mani a tenermi le anche, il suo inguine che sbatte contro il mio, incapace di trattenersi dallo scoparmi come una lurida puttana, come se fossi l’unico senso della sua vita.

Devo provare a convincere Paola a raccontami come la scopa…

Aumento la velocità. Gocce di eccitazione si sollevano dalla mia figa, il plot-plot-plot della mia scopata riempie la stanza buia. «Sono la tua troia, Will». Stringo i denti, un’altra ondata di piacere, uno tsunami di godimento, sovrasta e cancella la mia mente, «fottimi! Fot-ti-mmm…»

Il fiato mi si mozza, ogni muscolo si contrae e la mia schiena si alza di nuovo dal letto, il buco del culo si serra, la mia mente si spegne, c’è solo buio nella mia testa. Buio che brucia di piacere, nient’altro che lussuria infernale, solo la mia figa che grida fino a perdere la voce tutto il piacere esistente al mondo.

Tutto scompare. Precipito sul materasso. Non ho più forze, sono sconfitta.

Sto morendo.

William, amore mio, uccidimi di orgasmi, poi stringimi tra le tue grosse braccia mentre mi contorco e agonizzo nel piacere.

Stringo il cuscino, è caldo, è morbido. “Dormi ancora un po’, Giulia”, sembra sussurrarmi, “dopo questo orgasmo te lo sei meritato”. Le coperte sono umide del sudore del ditalino. Il mio cuore sembra venga stretto da una mano come a strozzarlo, batte nelle mie orecchie. Sono distrutta.

Sorrido, un senso di pace si posa su di me.

Il fiato esce piano dalle mie narici, è bellissimo. «Ti amo, Will…»

E pensa se lo scopassi… se mi facessi scopare veramente da lui. Le sue mani sul mio corpo, le sue braccia che mi stringono, le sue labbra che baciano le mie, le nostre lingue che duellano nella… il suo cazzo che…

Apro gli occhi. Il magone sta stringendo la gola fino a farla dolere. L’aria della stanza puzza di acido, il letto è viscido per quello che è uscito dalla mia figa. Passo le dita delle mani sporche sotto il cuscino.

Tasto sul copriletto alla ricerca del telefonino, augurandomi che questa volta non sia caduto sul pavimento. No, eccolo proprio sul bordo del letto, salvato da una piega delle coperte.

Lo porto davanti al volto. Sullo sfondo la foto delle Maldive dove sogno di andare, davanti la scritta “6:53”. Sbuffo: ma a che ore del sabato mattina mi sveglio e mi viene la voglia di ditalinarmi?

Mi alzo dal letto nuda e apro la finestra per cambiare un po’ l’aria. La luce colora di giallo gli interstizi delle persiane e gli uccelli stanno già facendo il loro concerto. Il profumo della primavera inizia a prendere posto dell’aria appesantita dalla mia fantasia, così dolorosa quando lo strascico dell’orgasmo viene scalzato dalla realtà.

Torno a sdraiarmi. Sollevo la coperta fin sotto le tette: mi piace lasciarle all’aria, senza nulla a celarle, ma è meglio avere la possibilità di coprirle se entra qualcuno all’improvviso.

Il telefonino è di nuovo nelle mie mani. Instagram è sullo schermo, le foto di William sono salvate in una raccolta tutta sua per averle sempre a portata di dito quando il desiderio si fa insostenibile e trovo un posticino appartato.

Torno alla homepage di Instagram e la scorro. A parte qualche vip e sportivo, mi compaiono foto dei miei compagni di classe e amici. Come poteva la gente sapere cosa facevano gli altri prima dei social? Come comunicavano? Mi stupisce che si ricordassero dell’esistenza delle persone che non abitavano accanto a loro.

Luca ha passato di nuovo il venerdì sera a bere con la sua compagnia, gli lascio un like anche se quella volta che ci sono andata mi sono annoiata a morte, con quei discorsi sulle moto e il calcio. Vanessa ha condiviso un’altra frase motivazionale da attacco di diabete… vabbè, like anche a lei. Giorgio dimostra ancora di essere rimasto indietro di dieci anni con i risvoltini, ridicolo. Lik— no, lui no: deve imparare che i pantaloni non si portano così. Luigi posta un selfie davanti allo specchio della palestra, like solo per incoraggiamento ma se non hai i muscoli delle braccia che spezzano le maniche della maglietta non ha alcun senso fotografarsi. Veronica è ad una fest—

Stringo gli occhi e osservo meglio. Dopo che quel bastardo di Davide mi ha costretta a fargli un pompino nel parchetto, la settimana scorsa, ho evitato in ogni modo quella troia che non mi ha aiutato in nessun modo. Anzi, si è pure succhiata con piacere il cazzo del tossico che accompagnava mio cugino… ed ora sono lì, assieme, lei e il tossico ad una festa.

Troia… Mi si stringe lo stomaco al pensiero che volevo fare sesso lesbo con lei. Non merita la mia amicizia.

Il cuore mi salta un battito. Quello che indossa è la maglietta della Ananas che mi aveva mostrato quando eravamo al centro commerciale? Se la sarà fatta comprare dal tossico… se gli avanzano soldi dopo che ha rifornito la sigaretta elettronica.

Devo averne una anch’io, non posso essere di meno da lei. Posterò una mia foto in cui la maglietta della Ananas mette bene in mostra le mie tette e sarò inondata dai like, molti più di quanti possa raccattarne quella bagascia.

Mi alzo, getto il telefonino sul letto e indosso il mio pigiama rosa. Esco dalla camera.

***

Mi fermo sulla porta del salotto e mi appoggio con una spalla al telaio della porta. Lui è lì, seduto sul divano, che sta digitando al computer portatile. Sta scrivendo il suo romanzo di fantascienza che ha iniziato da quasi un anno.

Si accorge della presenza di qualcuno e si volta verso di me. William mi sorride. I suoi occhi brillano quando mi vede. Lo so che non è solo l’eccitazione provocata dal mio corpo a fargli questo effetto. «Giulia, sorellina mia!»

Giocherello con una ciocca rossa dei miei capelli, rispondo al suo sorriso con un altro. Ogni volta che lo vedo è come se un peso si sciogliesse dal mio petto, una sensazione meravigliosa si spande dal mio inguine. «Buongiorno, fratellone…»

Scivolo fino a lui con un movimento da gatta, ruoto appena troppo il busto perché il mio seno possa catturare al meglio la sua attenzione. Il mio fratellone fa uno sforzo per non fissarmi le tette. Il mio sorriso aumenta di una virgola e la voglia di essere posseduta da lui di una buona spanna o due. Vorrei sedermi tra le sue gambe, calare sul suo cazzo in erezione, sentirlo mentre mi…

Sbatto gli occhi, un’ombra di tristezza offusca la mia felicità.

Mi siedo accanto a lui, che ha chiuso il portatile e lo ha appoggiato sul tavolino. Mi stringo al suo braccio, lo inglobo tra le mie tette, la camicetta da notte si tira e le loro forme diventano palesi dalla forma del tessuto. Bacio Will su una guancia.

Lui mi appoggia le labbra sulla fronte. «Hai dormito bene, Giulia?»

Un nuovo sorriso mi blocca il desiderio di sussurrargli nell’orecchio che il momento migliore di questa notte è quando mi sono ditalinata su una sua foto, il piacere che mi ha dato, la voglia di essere posseduta davvero che mi brucia come un incendio.

Appoggio la testa sulla sua spalla. Riempio le narici del suo odore di maschio.

Chissà se lui sente il profumo della mia figa, del desiderio che qualche minuto fa è colato fuori e ha bagnato il mio sesso, intriso il ciuffo di pelo rosso sopra il mio monte di Venere, scivolato fino al mio buco del culo?

Si masturberà pensando a me, alla sua sorellina, quando è nella sua camera da letto? Va sul mio profilo Instagram, sceglie una foto, prende in mano il suo cazzo in tiro e inizia a segarsi? Come mi chiamerà mentre sta venendo, la sua sborra spruzza dalla sua cappella? Giulia, sorellina, amore, troia?

Si accorgerà che le mie tette sono diventate più dure, grosse, nell’immaginarmi lui che si sega pensando a me?

Un muro largo una spanna separa il suo cazzo dalla mia figa durante la notte, ma è come se vivessimo ad anni luce di distanza…

E sono qui, appoggiata a mio fratello, il mio amore segreto, il mio cuore che batte a pochi centimetri dal suo. Mi basterebbe allungare il collo e prendere tra le labbra il lobo del suo orecchio, succhiarlo, far scivolare una mano tra le sue cosce, massaggiare il suo sesso. Farlo sborrare… Godermi i suoi ansimi, la sua testa che si piega all’indietro, la sua bocca aperta che geme, contemplare il suo viso addolcito dall’orgas—

«Di cosa hai bisogno, sorellina?»

Le parole di William mi strappano dal tepore del mio sogno ad occhi aperti e mi gettano nella realtà. No, le mie mani non stanno accarezzando nessun genitale, non mi sto stringendo le tette, le mie labbra non stanno amando mio fratello.

«Io…» Schiarisco la voce, ancora addolcita dal soffice piacere che quel pensiero aveva infuso nelle mie vene. Non mi sollevo dalla spalla di William. «Vorrei andare al centro commerciale».

«Suppongo ti serva un passaggio».

Mugugno un “m-mh”. Finché papà non mi compra un’auto e non prendo la patente, sono un po’ impossibilitata a muovermi a mio piacimento…

Lui fa una smorfia. «In questo momento sarei impegnato».

Stringo le braccia, il suo viene inglobato dalle mie tette. «Davvero?»

Il viso di William diventa di un gradiente più rosso. Un profumo intenso e delizioso si solleva nell’aria.

Sorrido nel rendermi conto che è l’eccitazione di mio fratello. Inspiro a fondo, è l’afrore del suo cazzo in erezione. In erezione per me! Starà sgorgando quella goccia di precoito? Lo starò facendo godere, almeno un pochino? Chiudo gli occhi e assaporo questo momento di pura soddisfazione.

Mio fratello boccheggia. Cerca di liberarsi dalla mia presa, il suo braccio scivola tra le mie tette.

«Va bene, andiamo». È senza fiato.

Gli appoggio un bacio sulla guancia. «Grazie, fratellone».


Ciao, lettore. Spero che ti sia piaciuto vivere questa piccola avventura con me. Ogni fremito, ogni sospiro che hai provato leggendo è stato un momento condiviso, un segreto tra noi. Se ti sei divertito quanto me, perché non lasciarmi un segno del tuo passaggio? Un piccolo gesto può accendere il mio sorriso, e io adoro sapere che sei stato qui, vicino a me.

Premi il cuore ❤️ Se il calore di queste pagine ti ha sfiorato anche solo per un istante, premi quel cuoricino. È come un battito che arriva dritto a me, un modo semplice per dirmi che hai sentito lo stesso brivido che ho provato io. Non c’è niente di più dolce che vedere il tuo apprezzamento accendersi per me.

Commenta ✍️ Mi piacerebbe tanto sapere cosa ti ha fatto battere il cuore. Raccontami cosa ti ha stuzzicato, cosa ti ha fatto sognare, o magari cosa vorresti che accadesse dopo. Le tue parole sono come un sussurro sulla mia pelle, e non vedo l’ora di leggerle e lasciarmi ispirare da te.

Metti cinque stelle E se vuoi davvero farmi brillare, regalami cinque stelle. È il tuo modo di dirmi che questa storia ti ha preso, ti ha avvolto, ti ha fatto desiderare di più. Una valutazione così sarebbe la ciliegina sulla torta, un dono che mi scalda dentro.

Grazie per esserti tuffato in questo viaggio con me, lettore. Non vedo l’ora di condividere ancora altri momenti, altre emozioni. Tu sei parte di tutto questo, e io sono qui, pronta a continuare.

Giulia la rossa XXX

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